CATANIA – Ha avuto inizio nella tarda mattinata di oggi e si è appena conclusa presso il Tribunale del Riesame l’udienza relativa all’istanza di scarcerazione presentata dal legale difensore di Enza Ingrassia (64enne reo confessa dell’omicidio del marito 66 enne Alfio Longo, nella villetta di contrada Crocifisso a Biancavilla), l’avvocato Luigi Cuscunà che ha chiesto per la sua assistita gli arresti domiciliari in una comunità protetta (la stessa richiesta già rifiutata dal Gip nella precedente udienza di convalida fermo).
La novità è che a chiedere per l’accusata la misura degli arresti domiciliari in una struttura protetta oggi è stata anche la Procura.
“Sono fiducioso nel fatto che presto la mia assistita potrà lasciare il carcere di Piazza Lanza e questo perché anche la Procura ha presentato la medesima richiesta– ha dichiarato a Sicilia Journal l’avvocato Cuscunà –. La detenzione preventiva non ha senso in questo momento e tanto più che il movente del omicidio è stato assodato durante i riscontri probatori. La causa scatenante del delitto rimane quella dichiarata dalla signora Ingrassia, ovvero quarant’anni di violenze, di ogni tipo, subite che l’anno portata a compiere il gesto. Movente che per altro è anche quello sostenuto dall’accusa. Ormai mancano davvero pochi accertamenti da fare poi si discuterà tutto durante il processo, ma per adesso credo che la cosa migliore per la signora sia essere trasferita in altra sede”.
Adesso non rimane che attendere l’esito dell’udienza.
Oggi Enza Ingrassia era presente in aula ma non ha proferito parola perché , ha affermato il suo legale difensore : “Ha detto già tutto e non c’è null’altro da aggiungere”.

Scrivi