CATANIA – Rimane in carcere Enza Ingrassia. La decisione è appena arrivata. La convalida del fermo, presa dal Gip segue all’udienza avvenuta lo scorso sabato all’interno del carcere di Piazza Lanza, per l’omicidio del marito: Alfio Longo (nella villetta di contrada Crocifisso a Biancavilla con la messa in scena, ad opera della stessa moglie, di una rapina sfociata nel sangue e la successiva confessione).
Il Gip non ha quindi accolto la richiesta del legale difensore dell’accusata, Luigi Cuscunà, che di fatto chiedeva gli arresti domiciliari per la sua assistita in una comunità protetta (poiché secondo l’avvocato Cuscunà nessun pericolo di inquinamento prove, fuga o reiterazione del reato sarebbe stato possibile avendo la stessa confessato un delitto del quale si sarebbe poi tra l’altro pentita).
La donna resterà quindi nella casa circondariale di Piazza Lanza per la contemporanea emissione nei suoi confronti di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. “La decisione – ha spiegato il presidente di Gip di Catania, Nunzio Sarpietro – è anche per tutelare la donna, per evitare che possa compiere atti di autolesionismo o esserne vittima. Prima di decidere diversamente occorrerà un quadro psicologico completo della signora”.

“Questa è la decisione del Gip ma adesso affideremo le nostre osservazioni al Tribunale del Riesame – Ha dichiarato il legale di Enza Ingrassia, Luigi Cuscunà – , anche perchè la signora può essere anche tutelata in una struttura diversa. Il carcere serve a rieducare il criminale, la signora è invece una casalinga che dopo quarant’anni di vessazioni è scoppiata, il reato è quello ma le indagini in corso stanno trovando riscontro nelle dichiarazioni della mia assistita, nella storia delle violenze subite: la signora ha detto il vero”.

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