BIANCAVILLA – Continuano le indagini dei carabinieri per far chiarezza sul caso dell’omicidio del 66enne Alfio Longo, nella villetta di contrada Crocifisso, per mano della moglie 64enne Enza Ingrassia (reo confessa , dopo il depistaggio relativo alla rapina sfociata nel sangue e con un movente individuato dalla stessa in: “Quarantanni di violenze subite”).
Così, nella serata di ieri, il RIS di Messina (ovvero il Reparto Investigazioni Scientifiche) è tornato nella villetta dell’orrore. Con il luminol sono state cercate scrupolosamente ulteriori ed invisibili tracce di sangue, oltre a quelle già rinvenute in precedenza. Una ricerca utile al fine di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Il villino di contrada Crocifisso è stato poi stamane teatro di un altro ed approfondito sopralluogo dei carabinieri che hanno ispezionato palmo a palmo tanto le stanze della casa quanto il terreno circostante (probabilmente per approfondire l’altro inquietante e parallelo aspetto della vicenda: quello legato al rinvenimento di armi e droga nel villino).
Intanto domani in tarda mattinata si svolgerà presso il Tribunale del Riesame l’udienza relativa all’istanza di scarcerazione presentata dal legale difensore dell’accusata, l’avvocato Luigi Cuscunà che chiede per la sua assistita gli arresti domiciliari in una comunità protetta (la stessa richiesta insomma già rifiutata dal Gip nella precedente udienza di convalida fermo). “In questi giorni – ha dichiarato l’avvocato Cuscunà – gli atti depositati alla Procura della Repubblica Etnea hanno sostanzialmente confermato le dichiarazioni rese durante la confessione dalla signora Ingrassia. Inoltre dopo il sopralluogo del Ris non sarebbero state trovate tracce di sangue che possano mettere dubbi su quanto raccontato dalla mia assistita in merito alla dinamica dei fatti. Per tutti questi motivi sono fiducioso che l’istanza di scarcerazione possa essere accolta dal Presidente del Tribunale, perché non sussiste pericolo di inquinamento prove, reiterazione del reato o fuga e la carcerazione preventiva a questo punto non ha senso. La signora è molto turbata in questo momento e le dinamiche gerarchiche tra le carcerate non le sono d’aiuto”.
Bisogna ancora attendere invece per conoscere gli esiti dell’autopsia svolta sulla salma di Alfio Longo, si è fatto chiarezza sul numero di colpi inflitti dalla moglie durante il sonno, che sarebbero tre, ma non ancora se, ma soprattutto in quale quantità siano presenti tracce di sedativi nel suo sangue, eventualmente somministrati dalla 64enne .

Scrivi