BIANCAVILLA – “Incontro con la legalità” stamane all’istituto I.P.S.I.A “Efesto” (Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato) a Biancavilla e che ha visto la partecipazione, oltre che degli stessi studenti dell’istituto professionale, anche di alcune classi dell’Istituto Comprensivo Statale “Antonio Bruno”.

Un momento importante per gli studenti che hanno assistito agli interventi, su tutti, di Rita Borsellino, in qualità di presidente del Centro Studi “Paolo Borsellino” (nonché sorella, per l’appunto, del magistrato assassinato, insieme a 5 agenti della sua scorta, da cosa nostra nella strage di via D’Amelio a Palermo il 19 luglio del 1992).

“Il messaggio che mio fratello prediligeva parlando di lotta alla mafia era indirizzato soprattutto ai giovani, alle nuove generazioni che devono acquistare consapevolezza dei propri diritti e del valore della legalità – ha affermato Rita Borsellino-. Non potevo lasciare cadere questo messaggio nel dimenticatoio, l’ho raccolto e portato avanti interloquendo con i giovani, Certo è che non si poteva pensare che uccidendo Paolo si uccidesse il sogno di sconfiggere la mafia. I giovani questo messaggio lo hanno metabolizzato, sono loro che adesso lo portano avanti e lo diffondono”.

-Oggi ha invitato gli studenti a riflettere, a diffidare da termini troppo spesso utilizzati in modo improprio, come ad esempio: Stato nello Stato, giustizia giusta e verità vera, spieghiamo il perché?

 “Il termine giustizia giusta presume che ci sia una giustizia non giusta, ma non esiste una giustizia non giusta. Lo stesso vale per la verità, la verità è una ed unica. Il mio vuole essere un invito a diffidare da slogan e luoghi comuni, è un invito a riflettere sulle cose perché è importante che i giovani sviluppino una coscienza critica e responsabile. Le nuove generazioni partono avvantaggiate, rispetto alle precedenti, perché hanno maggior consapevolezza di ciò che è stato, di ciò che è successo, di cosa sia la mafia. La mafia cambia continuamente pelle, ecco, bisogna imparare a riconoscerla per poterla arrestare”

Ad intervenire anche: Graziella Ligresti, presidente dell’Assemblea del Patto di Fiume Simeto,  l’ex assessore biancavillese Rosanna Bonanno, attualmente collaboratrice esterna del Comune, ed il dirigente dell’I.P.S.I.A Silvio Galeano.

Conoscenza e l’istruzione rendono liberi, questo il concetto di base più volte sottolineato oggi. E molto partecipi si sono mostrati anche gli studenti che, alla Borsellino, hanno rivolto diverse domande sui brutali metodi adottati dalla mafia ma anche in riferimento al fratello Paolo.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi