A breve, e non si esclude proprio nei prossimi giorni, le ruspe entreranno in azione per la demolizione della seconda struttura abusiva. Oggetto dell’ abbattimento sarà un garage in via Canada, a nord della città.

CATANIA – “A Biancavilla questo lavoro s’ha da fare”. La Procura di Catania non ha ancora comunicato quando, ma le ruspe torneranno in azione e sembrerebbe nei prossimi giorni (non si esclude domani). Ad essere abbattuta sarà un’altra struttura abusiva, adibita a garage, in via Canada a nord della città.

Nessun dubbio, quindi, che il lavoro sarà portato a termine, al di là delle forti contestazioni da parte del comitato cittadino per le difesa della casa e non solo che scenderà in campo ancora una volta per manifestare disappunto. Protesta che non è riuscita ad evitare l’abbattimento, nonostante i momenti di forte tensione tra cittadini e forze di polizia, della prima costruzione in via Benvenuto Cellini, zona Rocca, (la cui opera di demolizione, iniziata lo scorso lunedì, è stata portata a termine nella giornata di ieri).

Un dramma per i tre proprietari che si sono visti crollare sotto gli occhi, come fosse un castello di carta, la casa costruita (seppur in allestimento) a suon di sacrifici dal padre (peraltro morto qualche anno fa prematuramente).

La Procura della Repubblica di Catania a Biancavilla sta agendo sulla base di circa 450 sentenze di condanne definitive emesse per casi di abusi edilizi risalenti ad anni e anni addietro.

“Non è vero che tutte le abitazioni abusive saranno abbattute – dichiara il procuratore capo del Tribunale etneo, Giovanni Salvi, durante un’intervista rilasciata a Video Star  -; il programma non è quello, nessuno può mai pensare di ripristinare il territorio attraverso questo genere di approccio. Noi andremo avanti con le demolizioni che sono necessarie rispetto alle sentenze che sono passate in giudicato, rispetto ad immobili che non sono recuperabili ad uso sociale e che al momento sono solo due, ma potrebbe esserne individuato qualcun altro. Il territorio deve essere salvaguardato  e noi agiremo con determinazione. Gli immobili possono essere demoliti o acquisiti al patrimonio comunale; l’acquisizione è prevista dalla legge là dove vi siano i requisiti di socialità del bene.  Queste case  – conclude il procuratore capo Giovanni Salvi – non sono più sanabili, e a dirlo sono le sentenze di condanna, devono essere demolite o acquisite e utilizzate ad uso sociale, che potrà anche prevedere l’uso abitativo ma non nella condizione attuale, bisogna prevedere con le amministrazioni i vari casi e su questo i cittadini possono avere voce anche attraverso i consigli comunali”.

Insomma al momento le demolizioni certe sarebbero solo due (ma non se ne escluderebbe qualcun’altra). Delle circa 450 abitazioni abusive a Biancavilla (delle quali bisogna considerare caso per caso il genere di speculazione edilizia) qualcuna potrebbe salvarsi ed essere acquisita dal comune; qualcuna, invece sembrerebbe, possa essere mantenuta in quanto prima abitazione o costruita, in sopraelevata, su edifici con regolare concessione.

Intanto (dopo il rinvio della seduta consiliare, proprio nella giornata di lunedì scorso, per questioni di ordine pubblico) il sindaco di Biancavilla, Giuseppe Glorioso, ha incontrato tra ieri ed oggi i membri del comitato cittadino “Case abusive di Biancavilla”; durante gli incontri con loro ha sottolineato il percorso da intraprendere insieme.

“Sono due le strade da intraprendere da parte nostra – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Glorioso –; anche con l’ufficio tecnico del comune ed in sinergia con le altre istituzioni, stiamo cercando di capire e verificare quali immobili è possibile riportare alla legalità. D’altra parte è importante chiedere alla Regione Siciliana, attraverso leggi adatte, di concedere ai cittadini, ad esempio, la possibilità di riacquistare gli immobili in questione”.

A manifestare la propria solidarietà ai cittadini biancavillesi è stato, poi, l’onorevole Marco Fozese (Drs), deputato all’ Ars, che in una nota scrive: “Al di là dalla decisione della Procura di Catania, condivisibile, ritengo che ogni cittadino debba avere il diritto ad un tetto sotto cui vivere. Inaccettabili le risposte alla manifestazione: è incredibile che gli abusivi si ritrovino dall’oggi al domani senza una casa e voglio che sappiano di avere il mio sostegno. Provvederò presto, infatti, ad un  ddl che possa aiutarli e risolvere la loro difficile situazione”.

Intanto in città è polemica per via delle mancate precauzioni, che pare non siano state prese durante le operazioni di abbattimento della prima struttura lo scorso lunedì, per evitare che i presenti respirassero eventuali polveri di amianto (polveri cancerogene provenienti dalla cava di “Monte Calvario”, e con il cui materiale potrebbero essere state costruite le abitazioni in un momento in cui la pericolosità di tale materiale era sconosciuta).

La speranza è quindi quella che non si passi, per così dire, da un dramma ad un altro e che (nel momento in cui sarà abbattuto il garage di via Canada) siano messe in atto precauzioni a tutela della pubblica salute.

 

 

Scrivi