BIANCAVILLA – Una villetta, in zona vigne lungo la strada provinciale 158 in contrada Crocifisso, in cui sino ad ieri si trascorrevano ore serene, ma che la scorsa notte si è trasformata in luogo degli orrori quando alcuni malviventi si sono introdotti all’interno a scopo di rapinare la coppia di coniugi biancavillesi e senza figli che lì viveva in pianta stabile. Una rapina finita nel sangue, conclusasi con la morte di Alfio Longo, ex elettricista oramai in pensione di 66anni.
Sembrerebbe che i rapinatori, probabilmente due, si siano introdotti nell’abitazione intorno alluna scavalcando la recinzione e percorrendo il tragitto, parte tra le piante di vite e parte sul sentiero in cemento, sino alla casa arrampicandosi sul basso balcone ed introducendosi dentro. Qui avrebbe avuto inizio l’incubo per la coppia. I rapinatori, stando ben attenti a non lasciare tracce indossando dei guanti, avrebbero costretto la donna, 64enne, a legare il marito con dei lembi di lenzuolo strappato. La situazione pare sia poi degenerata quando il 66enne avrebbe detto ai balordi di averli riconosciuti (forse avendoli realmente identificati o forse per metterli in fuga); un’arma che si sarebbe ad ogni modo rivelata a doppio taglio. Una reazione che  avrebbe spinto i rapinatori a portare l’uomo in camera da letto (lasciando la moglie in soggiorno) dove dopo essersi fatti consegnare il denaro custodito in casa lo avrebbero preso a bastonate sino alla morte, lasciandolo disteso in una pozza di sangue nel proprio letto. Sembrerebbe che l’uomo ieri si sia recato all’ufficio postale per prelevare del denaro, non sarebbe quindi da escludersi che i rapinatori fossero a conoscenza del movimento di contante.
A dare l’allarme è stata la stessa moglie della vittima che sarebbe riuscita a liberarsi (a distanza di qualche ora) dopo che i malfattori si sarebbero dileguati con un bottino ancora tutto da quantificare. La 64enne (che sarebbe anche stata picchiata ed afferrata per il collo) è corsa fuori in preda allo shock e chiamando a gran voce i vicini di casa che hanno poi allertato 118 e 112.
Sul posto, si sono recati, tra gli altri, i Carabinieri della Compagnia di Paternò, il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Colonnello Alessandro Casarsa, il laboratorio mobile del RIS di Messina (Reparto Investigazioni Scientifiche dell’arma), nonchè il sostituto procuratore di turno Raffaella Vinciguerra.
Bocce cucite da parte degli inquirenti ma sono occorse ore per esaminare la scena ed ascoltare i presenti. La salma di Alfio Longo è stata poi trasferita, poco dopo le 16, presso l’ ospedale Garibaldi a Catania in attesa dell’autopsia in programma probabilmente già per domani mattina; solo dopo il corpo verrà restituito ai familiari per il rito funebre.
Di certo per le indagini grande importanza rivestirà la visione di tutte le telecamere di sorveglianza installate in abitazioni private della zona e non solo.
Intanto in città, e non solo, è sgomento e dolore per la morte di un uomo che in tanti descrivono una persona dal cuore grande. “Non ho parole per descrivere la scena che mi è saltata agli occhi stamane intorno alle 5 quando sono entrato in quella casa, sono corso lì quando abbiamo sentito la moglie di Alfio chiedere aiuto, ma pensavamo con gli altri vicini che si trattasse di un malore; non potevamo immaginare una scena così agghiacciante ed abbiamo subito allertato i Carabinieri. Era una persona “normale”, sempre disponibile.” (questo quanto dichiarato da uno dei vicini di casa svegliato dalle urla della donna).
Intanto arriva anche una dichiarazione da parte del sindaco di Biancavilla, Giuseppe Glorioso: “La nostra città è stata colpita al cuore. Un atto di efferata violenza che Biancavilla condanna con fermezza. Ho già espresso il cordoglio e la vicinanza della comunità alla moglie della vittima. Siamo increduli, ma confidiamo nell’operato delle Forze dell’Ordine. Già nel pomeriggio è stato convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza, a Catania. Si è parlato della necessità di assicurare alla giustizia i colpevoli di questo crimine che non può rimanere impunito. Chiunque fosse a conoscenza di qualche particolare che possa assicurare questi balordi alla giustizia parli. L’attenzione è tutta su Biancavilla che al momento è presidiata da tutti i reparti speciali delle Forze dell’Ordine. Inoltre insieme al parroco della Chiesa madre, Pino Salerno, abbiamo deciso di sospendere i fuochi d’artificio ed il concerto previsti per sabato prossimo  nell’ambito della festa estiva della Madonna dell’elemosina, si svolgerà solo la funzione religiosa”.

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