di Alice Vaccaro

Demolito, stamane, il garage in via Canada, a nord della città. Ma é ancora polemica per l’eventuale diffondersi di polvere di amianto. “Le misure adottate non sono state adeguate“.

Una sorpresa tutt’altro che piacevole. Si sono accesi, ieri di buon mattino, a biancavilla, i motori delle ruspe per la seconda demolizione: quella della struttura abusiva in via Canada, a nord della circonvallazione.
Inizio dei lavori che ha spiazzato l’intera città (tra cui gli stessi proprietari del garage oggetto di demolizione, nonchè i membri del comitato “Case abusive di Biancavilla”); nessuno, infatti, si aspettava che  le operazioni di demolizione prendessero il via quando il sole non era ancora neanche sorto.
Si è iniziato a pianificare tutto poco prima dell’alba,  con gli addetti ai lavori che hanno transennato le vie d’accesso alla zona in questione. Le ruspe hanno, invece, acceso i motori Biancavilla5alle 5.30 circa;  radendo al suolo (in appena tre ore) il garage di duecento metri quadri. Il tutto sotto gli occhi, quasi increduli, dei due proprietari e della poca gente presente sul posto.
Dopo l’ampia risonanza che nelle scorse ore ha avuto la polemica nata durante l’abbattimanto della casa, in via Benvenuto Cellini, dove sembrerebbe non siano state prese adeguate precauzioni per l’eventuale  presenza di polvere di amianto, che durante le operazioni e se presente, avrebbe potuto essere stata respirata da chiunque si trovasse nei paraggi. Oggi gli operai del comune hanno provveduto, durante la demolizione del garage (che pure potrebbe essere stato costruito con il materiale cancerogeno proveniente da “Monte Calvario), a bagnare con acqua la struttura per evitare che le poleveri si innalzassero in aria.
Ma l’acqua non è, tuttavia, bastata ad evitare il formarsi di una densa nube di polvere che a tratti ha invaso il circondario rendendo l’aria inrespirabile.
I cittadini hanno posto l’accento proprio sul fatto che le misure adottate non fossero sufficienti. Così come – secondo qualcuno – poco efficaci siano risultate essere le mascherine di protezione senza filtri, distribuite, per evitare che le polveri venissero inalate dagli stessi operai, Forze dell’Ordine e cittadini.
Adesso, si attendono sviluppi sul destino riservato al resto delle costruzioni abusive (circa 450 tra le quali, si spera, non ne vengano individuate altre da abbattere), molte delle quali potrebbero essere acquisite al patrimonio comunale, altre, forse salvarsi .
Insomma a biancavilla, stamane, altra giornata convulsa durante la quale non si sono registrati fortunatamente (come invece avvenuto qualche ora addietro in via benvenuto cellini) momenti di tensione tra cittadini e Forze dell’Ordine.
Oggi la questione, che forse per un attimo ha unito tutti, è stata l’importanza e la necessità di tutelare la pubblica salute.

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