GENOVA – La Prossimità ha mille volti e in questi giorni è stata presente a Genova, non come tutti la aspettavano ma, attraverso i cuori di coloro che sono stati vicini ai genovesi colpiti dall’alluvione dedicando loro quell’attenzione da altri negata.

Stivali, guanti e pale, non serviva altro.  La Biennale della Prossimità pensata come un evento che avrebbe dovuto coinvolgere le associazioni del terzo settore e raccontare esperienze di prossimità presenti in tutta Italia è stata annullata a causa delle alluvioni che hanno colpito Genova nei giorni scorsi. La città di Genova ha di fatto comunicato il divieto assoluto di proseguire con qualsiasi manifestazione pubblica. Perfettamente comprensibile la scelta effettuata in rispetto sia a coloro che hanno perso la vita in queste tragiche giornate ma anche per chi ha visto le proprie attività commerciali, frutto di sacrifici quotidiani, assalite dal fango e completamente distrutte. La delegazione siciliana presente all’evento – formata dalla Fondazione Èbbene, il Consorzio Sol.Co – Rete di Imprese Sociali Siciliane e il Consorzio Elios Etneo, le cooperative Obiettivo Vita, Mosaico, Healt & Senectus, Terra Iblea, Open Radio, l’Associazione Amici di San Patrignano e l’Accademia Euromediterranea – non si è tirata indietro e malgrado la Biennale sia saltata è rimasto quel senso di Prossimità che ha spinto una trentina di persone a rendersi utili a più di 1000 chilometri da casa.  Essere preseti a Genova per le migliaia di persone attese alla Biennale poteva comunque, senza format o scalette, essere testimonianza di Prossimità e di cittadinanza attiva. Gli angeli del fango, volontari giovani e meno giovani, si sono riversati numerosi in strada ed hanno dato il loro contributo per ripulire le strade e gli esercizi commerciali dal fango nel quale erano sepolti. Un’esperienza dal forte valore umano che ha lasciato il segno in tutti coloro che attraverso stivali e pala si sono sporcati le mani e si sono fatti “prossimi”.

 

 

 

 

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