Roma, 15 marzo 1915

Amato papà,
oggi ho ricevuto il vaglio di 90 lire da Lei speditomi il giorno 12 scorso. Volevo rispondere con una cartolina per informarla che m’era pervenuto; ma avendo a mia disposizione un foglio di carta da lettera, e mancando una mezz’ora alle lezioni ho riconosciuto essere miglior cosa scrivere due parole per lettera. Prima d’ogni cosa sappia che io sto bene, come sempre; e spero che sia sempre bene, come me, la famiglia mia. Poi, prevenendo qualche notizia, che potrebbe sembrare alquanto dolorosa e inaspettata, la prego di non temere ma per le cose e avvenimenti che sono nelle mani di Dio. Con questo ho volluto dirle che bisogna cominciare a rassegnarsi ad ogni evento, e che non bisogna mai perdersi d’animo, anche quando sappia che la nostra nazione partecipa alla guerra. Ritorno a dire, che il nostro destino, non è nelle nostre mani, e non dipende da noi,  ma da qualche cosa di superiore e che quindi si deve necessariamente compiere. Perciò è inutile preoccuparsi di cose e di fatti di cui noi non sappiamo la fine, lasciamo disporre a Dio, o meglio, lasciamo che Dio disponga, come crede, della nostra sorte.. La notizia della guerra, che non è lontana, non la preoccupi, perché è meglio non preoccuparsi, che starsene a fantasticare su avvenimenti che anziché dare coraggio rendono noiosa la vita. Lasciamo fare a Dio, che si curerà di noi, e non anticipiamo con concezioni e ragionamenti meschini a volere interpretare la sua Volontà.
Termino perché debbo andare all’Università, e raccomando dunque la massima tranquillità e del resto penserà Dio.
Baci e abbracci a Lei, alla mamma e a tutti gli altri miei. Ciccio.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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