Il blog è il modo in cui oggi si esprime molto della sensibilità e degli umori che circolano per la rete; in un blog non si rivelano i misteri del mondo, né gli arcana imperii, non si porgono rivelazioni che illuminino il sentiero che faticosamente ciascuno percorre nella vita: nessuna sapienza misterica, nessuna parola risolutiva è porta da esso. E tuttavia i blog hanno assunto una funzione importante nell’universo assai variegato dell’informazione contemporanea: nella loro sinteticità, nella loro stringatezza, nel loro presentare a volte delle microstorie significative, ci danno uno sguardo particolare sulla realtà, ci aprono “piccole visioni”, minime percezioni di un modo di essere dell’esperienza umana altrimenti per sempre celato ai nostri occhi, definitivamente consegnato alla privatezza dell’esperienza del singolo, chiuso nell’intimo di una vita vissuta nell’inevitabile isolamento della propria nicchia lavorativa e professionale.

Vi sono infatti plurime esperienze e sensibilità che meritano di essere conosciute, vi sono molteplici prismi attraverso cui è possibile filtrare la realtà, dando ad essa un colore, un sapore, un punto di vista che merita di essere conosciuto, perché arricchisce l’esperienza di ciascuno e gli dà la possibilità di riflettere in modo diverso, abbandonando la pigrizia del luogo comune, dei normali circuiti di pensiero e così aprirsi all’imprevisto, al nuovo, al differente.

Un blog può assumere allora, in una comunità civile spesso pigra, adagiata sul crinale di una inerzia priva di slanci e adattata ad una informazione che sempre più assomiglia ai comunicati stampa delle grandi agenzie di pubblica opinione, una funzione importante, mettendo in giro esperienze, sensibilità ed approcci che sono cariche degli umori di persone che agiscono attivamente nella società, hanno a cuore i suoi destini e non si rassegnano alla decadenza, lenta, osmotica, impercettibile e perciò rischiosa e infine letale, di una città e di una regione che sembra ormai rassegnata alla propria marginalità: culturale, economica e sociale.

È per questo che riteniamo sia importante chiamare le migliori energie che vivono e lavorano nella nostra città e nella nostra regione a riflettere sulla nostra realtà, locale e no, attraverso quella sensibilità che è il frutto di una storia comune, di una appartenenza alla medesima tradizione civile, che ci ha tutti plasmati e fatti essere ciò che siamo. Un blog, quindi, scritto da chi ha vissuto e continua a vivere la realtà della nostra città e della nostra regione, o che magari si è allontanato da essa per motivi di lavoro ma tuttavia sente ancora quanto a fondo le proprie radici si intreccino a quelle di chi invece continua a viverla con gioia e sofferenza, con speranza di riscatto e con momenti di disillusione e disincanto; e che tuttavia ancora non si vuole dichiarare vinto, non vuole gettare la spugna e abbandonare il ring.

Un blog, dunque, in cui la realtà molteplice, complessa, a volte ambigua del mondo che ci circonda viene letta, filtrata, riverberata alla luce dell’esperienza di lavoro, di studio, di riflessione delle migliori energie che ancora questa nostra terra è in grado di esprimere; in modo che il piccolo tesoro di umanità che in tal modo si è formato, e che ciascuno di noi serba in se stesso, fuoriesca dal guscio della propria identità e possa diventare patrimonio comune ed esperienza collettiva.

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