ROMA – È stata respinta dalla Cassazione la richiesta dell’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona – attualmente in affidamento in prova ai servizi sociali e domiciliato nella sua abitazione di Milano – di ottenere la liberazione anticipata usufruendo di una norma del 2013, poi non convertita in legge, che riconosceva ai detenuti meritevoli uno sconto di pena di 75 giorni per ogni semestre di detenzione, anziché di 45 giorni. La Cassazione – nella sentenza 36633 depositata venerdì e relativa all’udienza dello scorso 24 maggio – ha confermato quanto stabilito dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, con ordinanza del 4 novembre 2014, che aveva rilevato che il decreto legge 146 del 2013, al quale si era appellato Corona, «aveva perduto efficacia fin dall’inizio».

Nella legge approvata, la riduzione di pena richiesta dall’ex fotografo esclude chi come lui ha commesso reati di particolare «pericolosità sociale», ha fatto presente la Cassazione. Il ricorso di Corona chiedeva l’applicazione dello sconto di pena di 75 giorni nell’istanza di liberazione anticipata relativa al periodo del semestre di detenzione avvenuta dal 27 luglio 2013 al 24 gennaio 2014.

L’ex fotografo attualmente è in affidamento ai servizi sociali da circa un anno, con divieto di allontanarsi dalla Lombardia. A luglio è stato ammonito dal Tribunale di Sorveglianza di Milano per essere andato a Capri dove, a bordo di una barca di lusso, era stato fotografato in scatti «hot» con una ragazza, con diffusione delle foto sui social. Un comportamento che secondo i giudici non sarebbe adeguato a chi sconta la condanna in affidamento. Corona inizialmente aveva totalizzato – per i diversi reati commessi – 13 anni e due mesi di detenzione, poi ridotti a nove anni di carcere per effetto del cumulo delle pene.

Da corriere.it

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

A proposito dell'autore

Post correlati

Scrivi