di Agnese Maugeri

Il libro e il suo mondo sono i protagonisti del BookB@ng di Messina, due giorni (24-25 ottobre) ricchi di cultura e informazione, tra incontri, workshop, dibattiti, laboratori e presentazioni.

BookB@ng è il festival delle espressioni letterarie e, proprio per questo, nasce con diversi intenti, avvicinare le persone a una fruizione intelligente e innovativa della lettura, creare un tavolo di discussione dove approfondire le tematiche riguardanti le attuali problematiche dell’editoria e la passione di generare nel territorio un evento invitante e culturalmente stimolante.

Il festival si svolgerà presso il Palacultura Antonello e  saranno presenti numerose case editrici indipendenti siciliane e molti illustri autori di libri. Un progetto sviluppatosi attraverso il crowdfoundig, organizzato da giovani associazioni operanti nel territorio.

L’associazione Terremoti di Carta, la prima in Sicilia a promuovere laboratori di scrittura creativa volti a incentivare esperienze culturali e l’amore per la letteratura.

L’associazione Demetra, ideata da giovani professionisti che con passione cercano di migliorare la vita delle 10388122_633751136720563_4620560846796315604_npopolazioni più deboli promulgando la cultura tradizionale.

E infine, Luigi Grisolia, direttore responsabile della rivista di attualità e cultura Excursus, fondatore di Isola Editoriale, studio che si occupa di Editoria e Formazione, e redattore della Pungitopo Editrice, dove si occupa di nuove proposte, editing e promozione.

Luigi ha risposto gentilmente alle nostre domande, abbiamo parlato del BookB@ng ma non solo, di crisi dell’editoria, libri, e-book e molto altro.

In questo weekend Messina sarà protagonista del BookB@ng 2015, il festival delle espressioni letterarie, un programma fitto di eventi e presentazioni, nato con l’intento di invogliare gli utenti alla letteratura ma al contempo si affronteranno le problematiche del mondo dell’editoria indipendente. Quali sono i vostri obbiettivi?

 «L’obiettivo principale che ci siamo posti noi organizzatori (con me, le associazioni Terremoti di Carta e Demetra) è quello di creare un momento di condivisione e d’incontro aperto a tutta la cittadinanza: un’esplosione letteraria (bang!) e di cultura. Incontri tra editori e lettori, incontri tra scrittori e lettori, incontri tra librai e lettori, che si rivolgono a tutti, attraverso il programma variegato che proponiamo».

Il binomio “diffusione del digitale e crisi editoriale” è stato al centro del dibattito di questi ultimi tempi, Cosa pensi al riguardo?

 «È una domanda complessa. In Italia l’ebook non è molto diffuso e rappresenta ancora una percentuale molto bassa all’interno del mercato editoriale, e anche negli Usa inizia ad arretrare. Non penso ci sia un legame tra il digitale e la “crisi editoriale”: le difficoltà del mercato editoriale in Italia affondano le loro radici da una parte in un sistema che presenta tanti effetti “perversi” (Mondazzoli? Non solo, è la punta dell’iceberg), dall’altra nella totale mancanza di una serie politica di incentivazione e promozione della lettura, e più in generale della cultura, in un Paese che ha storicamente degli indici di lettura bassi, come testimoniamo, ancora una volta, i dati appena diffusi dall’Aie».

È difficile far editoria in Sicilia? Sentite la distanza dai centri di editoria italiana?

 «È difficile fare editoria in Italia: i piccoli editori combattono ogni giorno con problematiche legate in primis alla distribuzione, dove sono fortemente penalizzati rispetto ai grandi gruppi editoriali che “oligopolizzano” il mercato. È una sfida fatta di passione e sacrifici, ma dove, alla fine, come alcune belle realtà dimostrano, le soddisfazioni possono arrivare. Se Pungitopo, la casa editrice diretta da Lucio Falcone con il quale ho l’onore di collaborare da oltre tre anni, resiste da quasi quarant’anni, un motivo ci sarà».

Dal 2009 dirigi la rivista di attualità e cultura Excursus.org. Quali sono i generi letterari che gli utenti preferiscono?

 «La narrativa, senza dubbio. Spiace che in Italia la poesia abbia uno spazio veramente di nicchia, in un Paese di grande tradizione come il nostro. In base a quale criterio dedichiamo un Meridiano Mondadori ad Eugenio Scalfari e non, per restare in Sicilia, a Bartolo Cattafi?»

Pensi che iniziative come questa, festival e fiere del libro, possono aiutare i piccoli editori indipendenti?

«Assolutamente sì: queste manifestazioni sono un’ottima occasione per avvicinare il pubblico ai piccoli editori, che poco spazio trovano nelle librerie, specie in quelle di catena, nonostante pubblicazioni validissime».

Un programma ricco il vostro, prevedete delle iniziative per coinvolgere e far avvicinare il pubblico dei più giovani, target lontano dal mondo dei libri?

 «Il nostro è un festival giovane. Giovani sono gli organizzatori, giovani sono i volontari dello staff che, grazie agli Istituti Antonello e Don Bosco, ci aiuteranno nella due giorni. In più sono previsti laboratori di lettura e scrittura per bambini dai 3 ai 6 anni, dai 7 anni in su e per i ragazzi delle scuole medie, curati da Nadia Terranova, dallo Studio pedagogico “Radici” e dalla casa editrice Verbavolant, proprio per avvicinare i giovani allo straordinario mondo delle espressioni letterarie».

Il tuo coinvolgimento con il mondo letterario è totale, hai fondato anche uno studio editoriale – Isola Editoriale – e collabori strettamente con la casa editrice Pungitopo. Potresti spiegarci i criteri secondo i quali un libro può essere o meno pubblicato?

 «Purché l’opera proposta rientri all’interno del piano editoriale della casa editrice, il criterio, in fin dei conti si riduce a una sola parola: qualità. Una parola complessa che racchiude in sé tanti aspetti: un valido contenuto, una correttezza grammaticale e formale e, in riferimento alla narrativa, una storia che abbia veramente qualcosa da dire. Ecco: delle decine di inediti che valuto mensilmente, pochissimi sono di qualità».

E’ sempre più in uso fra le case editrici far pagare agli aspiranti scrittori la pubblicazione dei libri, ti trovi favorevole o contrario a questa abitudine?

 «Non parlerei di abitudine e, soprattutto, eviterei di fare categorizzazioni nette o, peggio, “demonizzazioni”. Il discorso va fatto a monte: editore è colui che valuta e selezione ciò che riceve (ergo: non pubblica qualsiasi cosa riceva) e cura la realizzazione del libro in tutto il suo processo (editing, impaginazione, grafica, copertina, promozione). La prima e necessaria distinzione è questa: l’aspirante autore deve aver ben chiaro chi sta proponendo e cosa. Spesso, purtroppo, questa consapevolezza manca».

Occuparsi di editoria indipendente al giorno d’oggi è considerato un salto nel vuoto. Cosa ti tiene legato a questo mondo e come pensi che sarà il futuro editoriale?

 «Mi tiene legato una profonda passione per la lettura: è fondamentale. Lavorare in questo settore significa fare molti sacrifici, senza passione non si va da nessuna parte».

Ultima domanda: daresti ai nostri lettori delle “letture consigliate”, sia per i più esperti amanti del libro sia per chi, magari leggendo questa intervista, verrà positivamente colpito da una sana voglia di leggere ?!

 «Per non annoiare oltre chi legge, do tre consigli di getto: un romanzo – Trinacria Park di Massimo Maugeri; un autore – i libri di Cinzia Pierangelini; e una casa editrice che fai dei bellissimi libri illustrati per i più giovani, che si chiama Rrose Selavy».

Per scoprire il programma e gli ospiti del BookB@ng clicca qui

Agnese Maugeri

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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