Catania – Alcune serate verranno ricordate negli annali sportivi per i grandi successi di alcuni pugili che hanno fatto la storia di una nazione. Questo è quello che è successo ieri sera, ma la nazione che ha trovato un nuovo eroe da dare ai posteri non è l’Italia, bensì la Russia.

Al Palacatania c’è il pubblico delle grandi occasioni, è questa lo è. Diretta Sky per il match finale e ben 4000 persone all’interno del palazzetto per sostenere Clemente Russo e i boxer che si sono alternati sul ring.

Ottima organizzazione quella di Luca Napoli e discreta anche la presentazione di Dj Ringo che ha lasciato intendere la poca dimestichezza con la boxe e… l’inglese.

Ma passiamo agli incontri.

I primi tre si sono svolti sulle 6 riprese ed hanno dato la possibilità al pubblico di vedere tutte le caratteristiche presenti nella boxe.

Infatti i tre incontri hanno visto per quanto riguarda il primo match prevalere la velocità, vista la rapidità dei movimenti degli atleti sul ring, il secondo ha visto predominare la resistenza fisica a dispetto della potenza dei colpi e il terzo match la tecnica, con combinazioni di colpi portate stilisticamente in modo perfetto.

Inizia l’argentino Yamil Peralta, da noi intervistato il giorno prima, a salire sul ring contro il croato Calic. Questo match non era valido per alcuna qualificazione visto che lo sfidante ufficiale di Peralta, l’americano Javonta, non presentandosi ha dato la vittoria all’argentino.

Ma non si è trattato nemmeno per un attimo di un’amichevole, vista la rapidità dei due che non ha lasciato spazio alla fantasia, soprattutto dalla quinta ripresa dove i colpi non si sono fatti mancare.

Vince il croato Calic ai punti e il coach di Peralta, Patricio Tedesco, sentito nel post-mach giustifica il giovane allievo parlando di una mancanza di concentrazione dovuta anche ad una preparazione non perfetta.

Il tedesco Ahmatovic e il kazako Pinchuk salgono per il secondo combattimento e la fisicità del primo sembra dominare sul kazako che però alla lunga risulta essere un ottimo incassatore tanto da sfinire l’avversario e abbatterlo letteralmente dalla quarta ripresa, per poi vincere ai punti.

Simile per apparenze fisiche il terzo incontro dove il più esile, si fa per dire ovviamente, algerino Bouloudinats affronta e batte, dimostrando un ottima tecnica per tutto il match, l’ucraino Golovaschenko simile per molti aspetti all’Ivan Drago del film Rocky IV.

Dopo la pausa ed il collegamento con Skysport, canale 202, inizia il match clou tra Clemente Russo e Aleksei Egorov, già vincitore nello scorso combattimento col campano.

Clemente parte forte e senza attendere il russo, come aveva invece fatto a Bergamo precedentemente, e, anche se non secondo i giudici di gara, lo mette alle strette senza però fargli abbassare la guardia.

Più combattuto il terzo round dove un già stanco Clemente continua ad alternare ganci ad altrettanti montanti, senza prendere troppi colpi dall’avversario che però continuerà imperterrito sino all’ottavo match ad infierire senza sosta o segno di stanchezza.

Dal settimo Tatanka si appoggerà più volte su Egorov per tentare di prendergli il tempo e rallentarlo, ma come una rotativa di stampa ormai accesa quest’ultimo non farà una piega vincendo il combattimento e ottenendo il pass diretto alle prossime olimpiadi di Rio 2016.

Nel dopo gara Russo spiegherà la maggiore quantità di fibre bianche possedute dal vincitore rispetto a lui che gli hanno permesso di continuare sino all’ottavo a pieno regime.

Anche se credo fermamente che il problema non sia stato né di fibre muscolari, ne di allenamento sbagliato, come sostenevano molti colleghi presenti, quanto più palesemente di freschezza atletica avendo una differenza di ben 9 anni rispetto al giovane russo.

Crediamo ancora che Clemente, superando gli incontri del prossimo ranking, possa partecipare ai giochi olimpici di Rio de Janeiro, dove sicuramente sarà molto importante anche l’esperienza immagazzinata dal pugile nei tanti anni di duri incontri.

Davide Di Bernardo

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