BRONTE – Arriva puntuale a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno la notizia più attesa, ma anche tanto gradita, dai brontesi e dagli oltre 50 mila abitanti dell’intero versante nord dell’Etna: è salvo (almeno per adesso) il punto nascita dell’ospedale Castiglione Prestianni.  Reparto che avrebbe dovuto chiudere domani poiché proprio tra 24ore sarebbe scaduta la proroga di tre mesi alla chiusura concessa dal Dipartimento per la pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute.

Ebbene solo qualche ora fa il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha telefonato al sindaco di Bronte, Graziano Calanna, per informarlo che il Punto nascita dell’ospedale Castiglione Prestianni, destinato ad essere soppresso, per adesso non chiuderà.

“Attendevo questa notizia da giorni  – ha affermato il primo cittadino – Voci non confermate ci invitavano alla fiducia, ma noi abbiamo preferito aspettare l’ufficialità della notizia prima di informare la cittadinanza. Adesso che il presidente Crocetta in persona mi ha telefonato per dirmi che il Punto nascita di Bronte per adesso non sarà chiuso, è giusto rendere pubblica la notizia. Per tutti noi e per il diritto alla Salute della nostra gente – ribadisce Calanna – non ci poteva essere migliore fine del 2015 ed inizio del nuovo anno. Ringrazio il presidente Crocetta, e gli assessori regionali Baldo Gucciardi ed Anthony Barbagallo per l’attenzione che hanno rivolto a Bronte ed al suo territorio”.

Il sindaco però annuncia che il lavoro a difesa dell’ospedale non finisce: “Certo che non finisce, – esclama – anzi adesso è d’obbligo maggiore incisività. Intanto non conosciamo i contenuti ed i tempi del documento che ha evitato la chiusura. Vedremo già da sabato se si è trattato di un’ulteriore proroga o di qualcos’altro. Poi è necessario continuare a lavorare per dotare il Punto nascita di tutti i servizi previsti dalle linee guida. Solo allora – conclude – potremo di essere al riparo da future soppressioni”.

Insomma Bronte vince un’altra battaglia in una guerra che altre città come ad esempio Paternò hanno invece perso vedendosi sopprimere definitivamente il punto nascita del locale nosocomio. La soppressione dei reparti di ostetricia con un numero inferiore alle 500 nascite annuali è stata infatti conseguenza dell’approvazione delle cosiddette linee di attuazione della riorganizzazione della rete ospedaliera nazionale.

 

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

A proposito dell'autore

Post correlati

Scrivi