BRONTE – Intervista al nuovo sindaco di Bronte Graziano Calanna la cui proclamazione ufficiale è avvenuta oggi all’interno dell’aula consiliare del Palazzo di città. Oggi è stata anche l’occasione per indossare per la prima volta la fascia tricolore e sedersi sullo scranno di sindaco. Insomma un turbinio di emozioni che si susseguono per il primo cittadino che guarda già al domani ed al duro lavoro che lo aspetta.  E nella stanza del sindaco (quella stessa stanza in cui tante volte è entrato da consigliere comunale e che da oggi sarà invece il suo ufficio, dove campeggiano ancora le foto del suo predecessore Pino Firrarello) Graziano Calanna interviene sulla sua proclamazione e non solo:

“L’emozione non viene solo dal sedersi su una poltrona quanto dalla grande assunzione di responsabilità che si ha con la proclamazione a seguito della quale divento ufficialmente il sindaco di questa città; grande emozione, continua la festa ma siamo già proiettati con lo sguardo e con la mente a tutto il grande lavoro che dobbiamo fare per il quale ci siamo impegnati e che faremo”.

-Lei conosce bene il metodo amministrativo della squadra di governo uscente, quale è l’esempio che non bisogna assolutamente seguire di quel modello secondo lei?

“L’essere accentratori, il non condividere nulla con la città, il non coinvolgere i cittadini, soffocare il metodo della partecipazione e della condivisione. Questo è sicuramente ciò che non sarà ripetuto della precedente amministrazione”.

-Ha basato la sua campagna elettorale su delle linee  programmatiche   che via via si sono arricchite sino a diventare un progetto e tra queste vi era l’intento di creare una sorta di interdipendenza tra giovani e meno giovani.

“Le dico che la grande soddisfazione della mia elezione è anche nell’essere riuscito a realizzare una parte del progetto che per noi era fondamentale cioè quella di portare delle forze nuove e fresche in Consiglio comunale e di armonizzarle con delle forze che avessero già esperienza ma che non si fossero caratterizzate per atti di amministrazione basati su metodi che noi non condividiamo”

-Cosa bisogna subito realizzare a Bronte?Qualche giorno fa parlava dell’Ufficio per l’attuazione del piano regolatore generale, poi?

“Una verifica di cassa. È la prima cosa che farò oggi stesso, chiederò all’Ufficio di ragioneria di fornirmi una fotografia del bilancio attuale perché voglio sapere quanti soldi ci sono in cassa ed è evidente che io ne rispondo da oggi in poi, ma non posso rispondere di ciò che è stato fatto prima”

-Cosa mi dice del Pd? Qui vince con la sua elezione, ma in generale è in calo.

“A Bronte ha vinto perché evidentemente ha saputo offrire una valida alternativa alla città ed è stata in grado di comunicare questa valida alternativa anche con il supporto degli altri partiti”.

-Invece se lo aspettava questo flop dell’altra lista in suo sostegno, il  Megafono?

“Guardi qualcosa non ha funzionato perché a fronte di individualità che si sono spese e che hanno ottenuto dei risultati più che soddisfacenti ci sono state altre individualità che invece hanno ottenuto dei risultati che non sono stati soddisfacenti a volte anche per mancanza di impegno e candidature senza convinzione. Insomma ha avuto sicuramente un risultato che ha dato un contributo all’elezione del sindaco, ma la lista del Megafono ha dimostrato serietà anche successivamente perché pur non avendo superato lo sbarramento e non avendo preso alcun seggio ha partecipato in maniera più che attiva alla compagna elettorale. Quindi il Megafono come partito, il Megafono come singoli candidati e soprattutto quelli che avevano riportato dei numeri soddisfacenti ma senza risultati però”.

-Non pensa che questi scarsi risultati della lista di Crocetta indichino scarso gradimento nei confronti del governatore della Regione?

“No non darei  questa lettura, direi che è stata una cosa a livello esclusivamente locale, anzi settoriale cioè di lista. Qualcosa non ha funzionato. Sicuramente i responsabili della lista del Megafono staranno facendo un’analisi seria della situazione: forse se posso azzardare un’interpretazione c’era qualche candidatura non convinta e non motivata che quindi non ha cercato voti facendo scoppiare così tutta la lista”.

-Cosa dice a chi l’ha accusata di predicare il rinnovamento e di uscire invece dalla “scuderia” firrarelliana, o di accordarsi con i vecchi lupi della politica?

“L’ho detto già varie volte, il rinnovamento per me non può essere mai  totale e tutto di un colpo, il rinnovamento è graduale. Ho anche detto che nell’ipotesi in cui in Consiglio comunale fossero arrivati 20 giovani inesperti io non sarei stato contento, per me quello sarebbe stato un rinnovamento che avrebbe portato degli effetti indesiderati. Il rinnovamento vero come io l’ho sempre concepito è portare una quota significativa di giovani ma armonizzare le loro energie fresche con delle persone che possano dare loro un contributo di esperienza e saggezza. Quindi solamente equilibrando queste due forze si ha il rinnovamento e devo dire che in questo siamo riusciti. Per quanto riguarda me non esco dalla scuola di Firrarello, ho sempre detto cosa è per me il concetto di coerenza, ovvero agire sempre secondo gli ideali che sono connaturati alla tua esistenza e al tuo essere, per me sono: la lealtà, l’onestà, le condivisione; per cui la coerenza non è di certo l’attaccamento o l’obbedienza cieca ed assoluta ad un padrone qualunque cosa lui faccia. Ho trascorso un periodo della mia breve carriera politica, due mandati in Consiglio comunale, con Firrarello e nel momento in cui non ho più condiviso non ho esitato ad andare via dalla maggioranza. Una cosa che non ho mai detto in questa campagna elettorale è che mi sono allontanato da Firrarello solo tre mesi prima che si votasse per le amministrative qualche anno fa perché sarebbe stato facile aspettare le elezioni e poi andarmene via. Ho spiegato ai miei elettori, quella volta prima delle elezioni, i motivi per cui non mi piaceva più il metodo di Firrarello e l’ho fatto prima delle elezioni chiedendo ai miei amici di darmi il voto se pensavano facessi bene, nel 2010 ho avuto circa 70 voti in più per l’elezione in Assise; segno che la città ha capito e gradito la mia scelta. Quindi nessuna scuola Firrarello ma solo un’esperienza politica formativa come tutte le esperienze”.

-In una nostra passata intervista abbiamo parlato della sfiducia che oramai i cittadini hanno nei confronti della politica, lei mi disse di volersi impegnare, quanto meno a livello locale, per ricucire questo rapporto spezzato. Mi diceva che se i cittadini si allontanano dalla politica lei avrebbe fatto in modo che il Palazzo andasse verso i cittadini. Oggi, da sindaco, continua a garantire di volersi impegnare?

“Questo è il fondamento di tutta la mia campagna elettorale, la partecipazione della gente, come ho detto altre volte se non sarà Maometto ad andare alla montagna allora la montagna andrà da Maometto. Come? Innanzi tutto diffondendo e pubblicizzando al massimo tutte le iniziative del Comune e facendo capire alla gente che non sono delle cose che riguardano il comune come Ente astratto ma che il Comune è la città. In secondo luogo anche, dove sarà in caso, di de localizzare i Consigli comunali; per esempio un’adunanza dedicata ad una determinata zona si terrà in quella determinata zona in maniera tale da favorire il coinvolgimento e la partecipazione di tutti gli abitanti del quartiere”.

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