BRONTE – I condannanti per reati minori, che otterranno l’autorizzazione della Magistratura, potranno chiedere di svolgere a Bronte lavori socialmente utili senza retribuzione in sostituzione della pena da espletare.
La Giunta municipale, guidata dal sindaco Graziano Calanna, ha approvato la convenzione con l’Uepe (Ufficio di esecuzione penale esterna). Nel protocollo si evince che i condannati che ne fanno richiesta ed ottengono il si del Giudice possono scontare la propria pena svolgendo a Bronte lavori di pubblica utilità non retribuiti a vantaggio delle collettività. Gli obiettivi sono molteplici: la sensibilizzazione verso il patrimonio della comunità, la promozione di attività “riparative” a favore della collettività, oltre ad un sano reinserimento dei soggetti sottoposti a provvedimenti penali.
“Si tratta, – afferma il sindaco Graziano Calanna – oltre che di interventi utili per la comunità, di un’occasione di riscatto sociale per la persona che li eseguirà. Il Comune di Bronte da tempo insegue questo obiettivo senza raggiungerlo. Oggi finalmente ci siamo riusciti. Ovviamente parliamo di persone che hanno commesso piccoli reati e che sono in grado di intraprendere un percorso realmente virtuoso al fine di una adeguata riabilitazione. La legge, infatti, – continua il sindaco – prevede che la messa alla prova di coloro che hanno sbagliato possa comportare l’affidamento ai servizi sociali per lo svolgimento di un programma che possa implicare, tra l’altro, attività di volontariato. E la concessione della messa alla prova, inoltre è subordinata alla prestazione di un lavoro di pubblica utilità per la collettività, ovviamente non retribuita”.
Approvata la convenzione adesso sarà l’Uepe a segnalare al Comune i soggetti che hanno aderito alla misura alternativa, vigilando sulla loro condotta e sul reale svolgimento dei lavori. Il Comune, invece, dovrà individuare gli ambiti del suo impiego, sostenendo soltanto i costi dell’assicurazione del lavoratori contro gli infortuni.

(Comunicato stampa)

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