Il popolare presentatore ha commesso una gaffe da dilettante allo sbaraglio invitando i Casamonica a Porta Porta, suscitando le polemiche della sinistra. Vera Casamonica l’autentica star della serata

Bruno Vespa pensava di fare il colpaccio invitando a Porta a Porta Vera e Vittorino Casamonica, rispettivamente figlia e nipote di Vittorio, il boss dell’omonimo clan, quello dei funerali show che hanno innescato polemiche senza fine e mostrato al mondo un volto imbarazzante di quella che è ormai inappellabilmente chiamata la “Repubblica delle banane”, ovvero la nostra sempre più piccola Italietta. E invece è stato un tonfo, una débâcle che “costringe” il popolare presentatore a una trasmissione di riparazione.

Sembrava un dilettante allo sbaraglio Bruno Vespa al cospetto di Vera Casamonica, la figlia del boss defunto, che replicava, con una logica disarmante, punto su punto a ogni domanda e provocazione (si fa per dire…) del giornalista, seppure con un italiano rabberciato dal marcato accento ciociaro.

Un esempio per tutti:

Bruno Vespa: “Celebrare suo padre con la musica del padrino significava identificarlo con un personaggio potentissimo ma negativo”.

Vera Casamonica: “Il padrino è un film e a padre mio piaceva quel film e lui quando è defunto abbiamo fatto come desiderava. Da lassù lui è contento perché abbiamo fatto il funerale che piaceva a lui”.

E ancora

Bruno Vespa: “Lo sa che agli elicotteri è proibito sorvolare il centro di Roma?”

Vera Casamonica: “Io ho affittato l’elicottero, lui mi doveva dire io fino a lì non arrivo. Io sono alfabeta” (analfabeta ndr).

Non solo Vespa non ha saputo tener testa alla figlia del boss, anche il direttore del Messaggero, Virman Cusenza, e la giornalista Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera non hanno saputo reggere il confronto con l’astuzia di Vera. Sembravano due agnellini che avevano appena visto il lupo.

Ma andiamo al boomerang. Quando abbiamo appreso che i Casamonica erano ospiti della storica trasmissione di Vespa, d’acchito abbiamo pensato domani sarà bufera, e ci siamo immaginati i titoli in prima pagina e gli strilloni.

Non abbiamo sbagliato di una virgola, la polemica sull’inopportunità di dare la parola ai due esponenti della famiglia Casamonica, in quello che dovrebbe essere il servizio pubblico per eccellenza, ha tenuto banco tutto il giorno. In effetti, la puntata di Porta a Porta non è stato altro che il sequel di quel funerale-show contestato da tutti, ma con l’aggravante di avere avuto l’imprimatur della televisione di Stato. Ma com’è che il callido Bruno Vespa non abbia pensato alle conseguenze? Lui così scafato e furbo. Che i suoi 71 anni suonati comincino a mostrare i primi segni di presbiofrenia?

Naturalmente anche su questa vicenda la politica si è divisa e lo sdegno proviene soprattutto dal centrosinistra e dal M5S, timido o silenzioso il centrodestra, e se qualcuno ha parlato lo ha fatto per difendere il famoso conduttore televisivo.

“Porta a Porta e Rai Uno riflettano: offrire un palcoscenico ai Casamonica è stato un errore grave che nulla c’entra con il servizio pubblico”, così twitta il presidente del Pd Matteo Orfini.

“Rai, servizio pubblico paramafioso” è il titolo del post pubblicato dal blog di Beppe Grillo.

“Francamente – dice Fabrizio Cicchitto del Nuovo Centrodestra – sono esterrefatto di fronte agli attacchi rivolti a Vespa per aver intervistato due esponenti della famiglia Casamonica. Credevo, infatti, che l’attività giornalistica fosse quella di far conoscere le molteplici facce della realtà e i protagonisti di essa, anche quelli più negativi e repellenti”.

“A Orfini, a Marino, al Pd romano, a Renzi. L’oltraggio a Roma l’avete fatto voi, con i vostri assurdi comportamenti e le vostre imbarazzanti omissioni in questi mesi e soprattutto in queste ultime settimane. Bruno Vespa è un bravo giornalista che ieri, come sempre, ha fatto il proprio mestiere: dare notizie ai telespettatori. Roma è stata ridicolizzata da Marino e dal Partito democratico, non certo da una trasmissione televisiva”, è il commento di Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera.

E intanto a Vespa, per riparare alla mastodontica gaffe, è stata data un’altra chance, una trasmissione di riparazione, vediamo se per infilare una dietro l’altra perifrasi  di aria fritta con cui abbindolare gli italiani che si sono visti entrare in casa propria, senza permesso e su un rutilante red carpet, i Casamonica. O se per chiedere compuntamente scusa.

Vincenzo Adalberto

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