Daniele Lo Porto

CODRONGIANOS (SASSARI) − Mi era apparsa improvvisamente, come un miraggio nella campagna sarda. Era il 1988 o 1989, andavo in auto da Olbia a Sassari, inviato di Telecolor per la radiocronaca di Torres-Catania, dove avrei ammirato un ragazzino magro e minuto che sfiorava il pallone come un mago. Si chiamava Zola Gianfranco, sarebbe diventato Gianfranco Zola. Guidavo attento alla segnaletica, ma fui attirato, dall’altra parte della carreggiata, dall’alta torre bianca e nera, dall’abside di una chiesa tipicamente medievale, simile a quella di Randazzo, un gioiello di architettura. Un flash di pochi secondi, poi scomparve nello specchietto retrovisore. Mi rimase la curiosità di quella costruzione monumentale e incongrua: un edificio imponente, isolato, lontano dai centri abitati. Una cattedrale nel deserto, è proprio il caso di dirlo.

Sono tornato in Sardegna questa estate per bagni di ricordi e tuffi nelle emozioni, dopo 34 anni e tante mie vite in mezzo. Speravo di ritrovarla quella chiesa, semplicemente bella, imponente e austera. Ero in auto, questa volta, sul tragitto inverso: da Sassari verso Palau per poi traghettare a La Maddalena, l’isola che c’è della mia gioventù lontana. Me la ritrovo di fronte, all’improvviso come 34 anni fa, ma stavolta di fronte, subito dopo una curva. Ho tutto il tempo di frenare e immettermi su una bretella laterale. Mi fermo, guardo un cartello turistico: è la basilica  della Santissima Trinità di Saccargia, costruita nel XII secolo, sui resti di un precedente monastero, è in stile romanico, all’interno arricchita da magnifici affreschi. Altri automobilisti si dirottano come me, sorpresi e affascinati, scattano foto in preferenza con i cellulari, indossano infradito e canotte da spiaggia.  L’area esterna è interessata da lavori di restauro. Visibile il perimetro del chiostro, con al centro un pozzo ben conservato, e le celle dei monaci “camaldolesi”.  Altre mura e portici rendono l’idea di quanto fosse imponente ed estesa la costruzione, un monumento più unico che raro nella sempre sorprendente Sardegna.

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