CATANIA – Sono sei gli indagati nell’attività di investigazione su presunti illeciti nella gara d’appalto per la gestione triennale dei servizi del C.A.R.A. di Mineo avviata, come spiega la polizia, in seguito ai risultati dell’inchiesta Mafia Capitale: Giovanni Ferrera, Sebastiano Maccarrone direttore del Cara, Cosimo Zurlo, Casa della solidarietà, Roberto Roccuzzo e Salvo Cali del Sisifo, Andromaca Barasano dipendente Nuovo cara Mineo.

La gara, indetta il 24 aprile 2014, fu ritenuta illegittima dall’Autorità nazionale anticorruzione.

Su delega della procura della Repubblica di Caltagirone, agenti della squadra mobile di Catania e del commissariato di Caltagirone stanno dando, in queste ore, esecuzione a un decreto di perquisizione e sequestro nonché all’informazione di garanzia nei confronti di sei persone, tutte indagate a vario titolo per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell’Unione Europea.

“L’analisi della contabilità relativa alle presenze giornaliere dei migranti ospiti del Cara di Mineo, finalizzata alla liquidazione delle somme spettanti all’ente gestore, ha evidenziato che sono stati rendicontati e corrisposti, negli anni 2012, 2013, 2014 e 2015, importi superiori a quelli dovuti, per un ammontare di circa un milione di euro – sottolinea la polizia – Sono tutt’ora in corso perquisizioni presso società in tutto il territorio nazionale”. È stato accertato che venivano fatturate dalla Sisifo prima e dalla Casa della Solidarietà dopo, in quanto capo fila dell’Ati, un numero di “prestazioni” per immigrato non corrispondenti alla reale presenza all’interno del Cara di Mineo.

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