Fauna a rischio estinzione grazie ad un calendario venatorio politicizzato e corrotto si condannato a morte 100 milioni di animali selvatici

CATANIA – Dopo l’ennesima  illegittima e politicizzata pre-apertura del 2 di settembre,  dal  18 settembre la caccia, considerata per legge ‘Patrimonio indisponibile dello Stato’ (lo stesso che poi autorizza a prendere a fucilate animali indifesi per una pratica barbara e obsoleta) visti in numeri fissati di cacciabilità per ogni specie in rapporto al numero di cacciatori e dei giorni di caccia, si rischia di fare scomparire definitivamente la fauna selvatica dalla Sicilia. Il calendario, che  contrasta anche con il parere dell’ISPRA ( Istituto superiore per la ricerca e la protezione dell’ambiente) e con le direttive europee sulle aree protette i Siti Natura 2000 (che costringerà l’Unione Europea a sanzionare la Regione per infrazione alle direttive europee), con la legge quadro nazionale sia per la non prevista ‘pre-apertura’ che con i periodi di caccia,  le specie animali cacciabili e il ciclo biologico della fauna siciliana, e così via.

Ancora una volta da decenni la Sicilia – afferma Alfio Lisi di Free Green Sicilia – grazie a politici e governanti, di fatto politicamente sempre uguali,  che pensano di sfruttare l’attività venatoria a fini elettorali, si distingue per mancanza di etica e di rispetto delle leggi nazionali ed europea, considerandosi in un isola dove l’autonomia concede loro ogni beneficio a danno della comunità e della natura . E così anche quest’anno grazie ad un calendario fatto su misura per le associazioni venatorie e ai rivenditori di armi e grazie ad un Governo di  centro-centro/destra  circa 40 mila cacciatori potranno uccidere ben 15 animali per ogni giorno di caccia fino al 31 gennaio 2017  (600 mila al giorno ovvero oltre 100 milioni di animali selvatici, più del patrimonio faunistico siciliano,  saranno condannati, senza aver alcuna colpa e senza potersi difendere legalmente,  a sicura morte nell’arco di 5 mesi) e senza che ci sia una vera sorveglianza istituzionale (delegata in parte alle stesse, è la follia istituzionale,  le stesse associazioni venatorie) per il deficit di guardie forestali e provinciali per l’assenza voluta di una mappatura delle aree cacciabili e di quelle passate dal fuoco dove per legge non si potrebbe cacciare come denunciato alle stesse istituzioni regionali da Free Green Sicilia.

In  tal modo potranno sterminare – continua Alfio Lisi – quello che rimane delle specie selvatiche ancora in vita, spacciando anche per specie selvatiche i conigli d’allevamento pagati profumatamente dalla stessa Regione con i soldi dei contribuenti  per ripopolare alcuni territori, ad uso e consumo della caccia dove ovviamente sarà possibile sparare, il tutto a danno dell’agricoltura: un buon motivo per  chiedere poi l’intervento dei cacciatori che faranno il tiro al bersaglio contro inermi animali, peraltro abituati a stare in contatto con l’uomo, così facendo spacciandosi per ‘sportivi’ e ambientalisti.

Alfio Lisi, portavoce di Free Green Sicilia

 

 

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