CATANIA – L’ordinanza che vieta la caccia ai conigli selvatici,  a causa della malattia da virus MEV,  che colpisce dolorosamente solo i conigli selvatici e non,  dovrebbe,  a precauzione di una possibile diffusione del virus tra conigli nell’intero territorio,   essere estesa immediatamente dal sindaco  in tutto il  territorio comunale e area metropolitana e dal Presidente della Regione in tutte le altre aree regionali.  Così come nei giorni scorsi abbiamo chiesto alla Regione (ma gli interessi politci valgono più di quelli generali) di fermare la pre-apertura della caccia in assenza di una mappa delle aree attraversate e distrutte dagli incendi estivi che hanno fatto strage non solo di piante ma anche di animali selvatici oltre al fatto che molte specie di animali badano ancora  alla loro prole che rischia anch’essa di essere uccisa o di morire di fame se ne viene uccisa la madre.

Non sparare a conigli  indifesi (spesso provenienti da allevamenti finanziati  con i soldi dei contribuenti  per poi essere immessi sul territorio  al fine di essere presi a fucilate)  perché si è scoperto a seguito del ritrovamento di un coniglio trovato morto a causa di un virus chiamato MEV (Malattia Emorragica Virale, che non costituisce alcun rischio per la salute umana nè per altri animali)  ,  è un obbligo di legge previsto dalla normativa vigente in ambito sia sanitario che venatorio.

Ma non avere emanata l’ordinanza, aspetto impensabile in quanto vi è un obbligo sanitario, nell’area specifica non avrebbe cambiato nulla in quanto le zone a sud di Catania tra  la zona industriale, l’ aeroporto e l’Oasi del Simeto sono comunque interdette in gran parte all’attività venatoria per  specifici motivi di protezione della natura e  di sicurezza dei cittadini e dei  lavoratori.

Dunque Free Green Sicilia- afferma il suo portavoce Alfio Lisi –  oltre a contestare come ogni anno  la barbara attività della caccia e la conseguente inutile uccisione di animali selvatici, peraltro  al solo  scopo di passatempo a danno di animali che hanno solo il torto di non avere diritti e di non potersi difendere, non condivide i motivi delle proteste di certe associazioni venatorie  in merito alla legittima e ineluttabile ordinanza che come diciamo si deve estendere nell’intero territorio comunale e provinciale.

 Alfio Lisi, portavoce di Free Green Sicilia

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