L’allenatore del Catania non smorza le polemiche dopo l’eliminazione ai play off ad opera del Corigliano: “Meritavamo di passare il turno. Avrei preferito fosse stato l’avversario ad eliminarmi!”

Passano i giorni ma resta la rabbia per la sconfitta del Catania Calcio a 5 sul campo del Corigliano, il cui risultato (5-4 per il calabresi) non ha rispecchiato, secondo la dirigenza rossazzurra, la verità sul gioco espresso in campo dalla propria squadra. “Finché la partita è rimasta nei canoni della sportività e dell’agonismo, siamo riusciti a giocare un grandissimo primo tempo concedendo pochi spazi agli avversari e chiudendo meritatamente in vantaggio la prima parte di gioco per 2-0” – ha commentato il tecnico rossazzurro Rino Chillemi, che non si da pace per il bugiardo risultato finale della partita.

“Nella ripresa – ha continuato Chillemi – dopo aver subito il gol dell’ 1 – 2, gli arbitri si sono fatti condizionare pesantemente dall’atteggiamento del pubblico (per nulla sportivo e corretto nei confronti dei miei giocatori)”. A finire sotto accusa è stata soprattutto un’azione potenzialmente decisiva della gara, quando il Catania si trovava in superiorità numerica tre contro uno ed è stata fischiata una punizione inesistente a favore dei calabresi scatenando le ire della panchina rossazzurra. L’episodio negativo ha fatto saltare i nervi al Catania che si è fatto rimontare e superare fino al 4-2, ma che successivamente ha saputo reagire segnando altre due reti ed allungando così la partita ai supplementari.

Ma anche in questo caso sono stati registrati episodi sfavorevoli al Catania, come ha sottolineato Chillemi: “Nel primo tempo supplementare ancora un episodio determinante che è stato letto a nostro sfavore: il portiere avversario compie una parata portandosi la palla oltre la linea di porta, circostanza che solo gli arbitri non hanno visto…. Comunque, analizzando le due gare, penso che avremmo meritato il passaggio del turno per cui mi corre l’obbligo di ringraziare tutti i ragazzi per quello che hanno fatto. Una cosa è certa, avrei preferito che fosse stato l’avversario ad eliminarmi”.

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