Essere e non apparire. Essere per confermare i progressi della vittoria contro Sammichele. Essere per fare un balzo in classifica importante rilanciando la stagione. Salinis Savoia l’avversario in crisi, forse, ma da non sottovalutare, perché nulla è’ scontato senza impegno e concentrazione. Ma stavolta serviva anche un po’ di fortuna e decisioni super partes della classe arbitrale. Occasione mancata e tanto spreco e amarezza per la Catania C5 che vede il Palanitta ancora stregato.

Candeloro ha una tegola l’assenza di Marletta per squalifica, ma la partenza rispecchia la voglia rossazzurra di non perdere la strada maestra. Nei primi quattro minuti solo Catania: Dalcin dopo un’azione ubriacante veniva fermato dal palo, mentre Mendes trovava le mani di Biscaro. La danza aveva un ritmo rossazzurro, i passi scanditi da Candeloro in panchina tarantolato. Il rosanero di Salinis evoca sempre ricordi palermitani, stimolo per Catania, ma il tiro di Neves non trova Biscaro ma il palo ingrato che non premia la veemenza etnea. Salinis? Si vede al minuto otto quando l’azione di Amilcar ubriaca la difesa ma non trova la porta. Questo consegna coraggio ai campani che alzavano il baricentro alleggerendo la pressione Catania.

Gara tirata con Catania sempre frenata dall’ingrato legno fino al minuto tredici. Quando Mendes intercettava un pallone avviando il contropiede concretizzato sul primo palo dal solito cecchino Dalcin che sbloccava la gara. Sulle ali dell’entusiasmo ancora Dalcin accarezzando la sfera si apriva poi lo spazio per la conclusione frenata solo dalla respinta di Biscaro. Per Candeloro, in assenza di Marletta, il jolly era Scacco che cambiava pelle tattica a Catania con un pivot alto pronto a fare sportellate li davanti.

A uno dal termine due i contropiedi sprecati da Catania: prima no look di Mendes per Di Benedetto che arrivava in ritardo e poi ancora Di Benedetto non inquadrava la porta.  Così ecco il beffardo postulato del chi sbaglia paga: Salinis alla seconda vera discesa a uno dal termine trovava il pareggio beffa con Galan.

Ad inizio ripresa e’ il numero etneo Marino ad esaltarsi su Galan, prima della risposta Catania con il diagonale di Neves fuori di poco. Gara ben giocata dalle due squadre e Catania apparentemente più sorniona e più votata all’attesa. Ma il palo era sempre l’ostacolo più grande per i rossazzurri anche quando, al minuto sette, il piattone di Mendes a portiere battuto invece che gonfiare la rete trovava il legno interno. Oggi nulla pro per Catania che subiva il raddoppio nell’unico tiro di Salinis grazie ad Amilcar dove Marino era sfortunato. Rete che arrivava a metà della ripresa con dieci minuti scarsi per recuperare lo svantaggio. Gli uomini di Candeloro però subivano il colpo e in contropiede Salinis faceva il tris. Gara in salita, nervi tesi, ma in maniera inspiegabile il direttore di gara usciva il secondo giallo per Mendes mandandolo negli spogliatoi. A otto dalla fine la quarta rete di Salinis con Galvan letale sotto porta. Perdeva la testa la classe arbitrale e i campani allungavano ancora con un’azione però viziata da un netto fallo di mani. Candeloro provava il portiere volante ma questo produceva a cinque dalla fine la sesta rete di Salinis con Amilcar.

Finiva così con tanta amarezza e rimpianti legati alle occasioni sprecate ma con tanta rabbia per alcune decisioni cervellotiche che hanno limitato in maniera decisiva la band di Candeloro.

Tabellino:

Catania C5: Leopardo; Scacco, Scarcella, Fonseca Mendes, Di Benedetto, Dalcin, Finocchiaro, Almeida Da Fonseca, Lopes Neves, Milluzzo, Marino, D’Amato. Allenatore: Andrea Candeloro

Salinis: Gorgoglione; Termine, Montes Galan, Distaso, Dambra, Da Silva Gomes, Riondino, Angiulli, Bender, Catelani, Acquaviva, Biscaro, Schiavone.

Marcatori: Dalcin; Montes Galan (4); Da Silva Gomes (2)

Ammoniti: Fonseca Mendes (C); Bender (S)

Espulsi: Fonseca Mendes (C)

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