Sergio Capizzi

CATANIA – Ore sette pomeridiane: archivio storico comunale di Catania, via Sant’Agata 2. «È qui, s’accomodi – mi accoglie l’usciere −. È qua la mostra, tutta qua. Abbiamo voluto fare una cosa sul calcio, non le solite mostre pesanti trite e ritrite. È venuta fuori, come vede, una cosa simpatica rispetto ad altre dove si affrontano temi più pesanti. Il calcio ci è sembrato l’argomento più adatto, anche perché è ormai un fenomeno sociale che tocca un po’ tutta la popolazione.»

Passano trenta secondi e lo stesso decreta in modo deciso di farmi da cicerone: «Abbiamo scelto questo periodo perchè per le altre stagioni non avevamo fonti dalle quali attingere. Per le annate di questo decennio avevamo qualche giornale e documenti del Comune; per il resto, chi avrebbe potuto darci del materiale?»

L’ufficio è illuminato e abbastanza spazioso, ma il clima è austero. Entro e scopro tre o quattro pannelli appena, un tavolino e un bancone a far da transenna al resto della sala dove vi sono alti scaffali. Là fanno capolino diversi faldoni, la cui scritta sul dorso riporta la dicitura ‘anagrafe’, almeno questo riesco a carpire con un’occhiata furtiva, non volendo sembrar alquanto curioso o perfino inopportuno.

«Chista è a zita» penso tra me e me e intanto m’imbatto in quattro giornali sbiaditi messi a casaccio su un tavolo. Uno si riferisce a un derby col Palermo del’56, un altro a una nostra formazione imbattuta contro il Torino, il terzo narra della promozione in A del giugno del ’60. Invece il quarto, il più interessante, è l’atto comunale d’un concorso indetto per stabilire i prezzi d’ingresso allo stadio. In ultimo, c’è una foto di un campetto cittadino in piazza A. Lincoln e vi scorgo dei ragazzini entusiasti che rincorrono un pallone. «L’abbiamo messa – mi vien detto − perché nonostante non c’entri nulla col tema centrale è molto bella». Io sono abbastanza d’accordo, ma il problema rimane. Secondo me, infatti il tema centrale della rassegna non è stato trattato affatto.

Rivedo la foto di piazza Spedini in mezzo ai lavori di costruzione del Cibali e un vecchio scatto della squadra che giocò in A nel 54-‘55, con articolo a corredo. Mi viene spiegato che è tratto dalla rivista del Comune; poi c’è un’altra foto del Cibali, «Presumo sia anni ’40 o ’50 all’incirca» sostiene il mio accompagnatore. Non manca l’immagine storica dei pionieri del 1908, con annesso racconto per sommi capi della vita dell’elefante rossazzurro. Infine ecco una riproduzione fotocopiata del libro “Dal fondo un traversone” a firma Prestinenza&Gennaro, due decani del giornalismo catanese entrambi scomparsi. Proseguo nel mio itinerario (che poi è un angolino dello stanzone) e trovo attaccati in un pannello due documenti che m’incuriosiscono. Il primo fa riferimento alla retrocessione in B per illecito del 1955 e riporta il nome dell’onorevole Montalto, noto esponente dell’epoca che difese la causa rossazzurra. L’altro − mi spiegano − è un bando indetto dal Comune per la realizzazione del nuovo stadio negli anni ‘50. Prima d’andar via e stringere la mano al signore che mi ha fatto compagnia, un inserviente m’invita a lasciare una firma in calce sotto un foglio messo lì appositamente. Mentre esco, dò un’ultima occhiata ad un pannello dove campeggia una cartolina abbastanza conosciuta riportante la squadra del 1961 e l’inno ‘Forza Catania’.

Scappo a casa e ripenso alla bellissima mostra organizzata anni addietro nei locali delle Ciminiere, con tanto impegno e passione dagli amici del libro “Tutto il Catania minuto per minuto” e dal collezionista Angelo Cocuzza. C’era un mare di roba sul calcio catanese pre-bellico e tante foto d’epoca mai viste prima. Ricordo che l’evento fu abbastanza seguito dalla stampa locale che ebbe a tesserne le lodi e che molti visitatori chiesero di dar un seguito con il prosieguo della storia rossazzurra. Fu insomma un grande successo come lo fu anche un’altra mostra organizzata dal Catania calcio in un noto centro commerciale. Lì ebbi il piacere di vedere la coppa vinta dai rossazzurri per la promozione in A del 1953-54 e altri cimeli rari e inediti.

Stavolta invece mi sento come quel tifoso incontentabile anche quando la squadra vince ed è prima in classifica. In quel caso si è scontenti per la mancanza di gioco, mentre io in questo caso sono insoddisfatto da quello che (non ) ho visto.

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