Daniele Lo Porto

CATANIA – In una situazione ancora tutta da definire a livello societario (trattativa sì, trattativa no), il tifo organizzato che ormai soffre da tre stagioni sta organizzando una manifestazione pro-Catania, non anti-qualcuno. Per la prima domenica di giugno, infatti, potrebbero tornare a rivestire il rossazzurro, anche se solo per una notte, alcune vecchie glorie, tra quelle che sono particolarmente legate ai colori e alla città. Una occasione di festa per ricordare i tempi belli, affollare lo stadio, come purtroppo non accade da anni, e magari avviare virtualmente un nuovo capitolo della storia del Calcio Catania.

13288846_1305546859475329_1563323300_nE’ Un atto dovuto, né più né meno, l’apertura di un fascicolo conoscitivo da parte della Procura di Catania, dopo la notizia apparsa su “La Repubblica” su un dossier contenente 16 partite con movimenti anomali sul flusso di scommesse durante la scorsa stagione calcistica. In particolare si tratta di 5 partite di serie A e  11 di Lega Pro. Il fascicolo non ha al momento alcun iscritto nel registro degli indagati e prende spunto dal dossier dei bookmaker che viene stilato al termine di ogni stagione agonistica. In particolare  i movimenti anomali degli scommettitori riguardano cinque  partite del Messina, quattro del Catania e due dell’Akragas. L’andamento delle quotazioni delle scommesse e le puntate sul risultato hanno insospettito gli esperti tanto che in alcuni casi le giocate sono pure state sospese dalle agenzie.

Ma ce ne vuole da qui a ipotizzare un nuovo filone di “calcio scommesse”, l’ultimo dei quali ha comportato le gravi sanzioni a carico della società rossazzurra (retrocessione in Lega pro, penalizzazione, inibizioni per i suoi massimi rappresentati, da Nino Pulvirenti e Pablo Cosentino, presidente e amministratore delegato, fino ai dirigenti Daniele Delli Carri e altri. Scandalo che ha provocato la retrocessione a tavolino, dopo che la squadra aveva ottenuto la permanenza in serie B sul campo. La giustizia sportiva è molto più veloce di quella ordinaria, perché al Tribunale di Catania deve ancora celebrarsi il processo scaturito dall’inchiesta “I treni del gol”.

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