Daniele Lo Porto

CATANIA – Il Catania come il gambero. Neanche il tempo di commentare il punto di Reggio Calabria ed è arrivata sulla testa, o meglio sulla classifica, la tegola della ulteriore penalizzazione di un punto.  Nulla di nuovo sotto il sole: lo aveva anticipato Pietro Lo Monaco nella sua prima conferenza stampa che sarebbe arrivata la mannaia per inadempienze amministrative relative al primo bimestre di quest’anno. Ritenuto non versate e roba varia, a causa della grave crisi di liquidità che attraversava il club qualche mese fa. La penalizzazione era un provvedimento assolutamente automatico ed è arrivato forse nel momento migliore, o peggiore, tanto da passare quasi inosservato. La dirigenza etnea e quella reggina, infatti, sono impegnate in una sorta di contro terzo tempo. la partita, dopo il risultato acquisito sul campo, si è spostata sul fronte delle polemiche, sia per le condizioni pietose del campo che hanno messo in serio rischio la stessa incolumità dei calciatori, sia sulla vergognosa vicenda del furto nello spogliatoio rossazzurra con refurtiva poi recuperata, ad eccezione della fede nuziale di capitan Marco Biagianti. Questi ultimi aspetti hanno innescato un botta e risposta tra l’amministratore delegato etneo, da una parte, il presidente Mimmo Praticò e il direttore generale Gabriele Martino. Come se non bastasse non si è ancora arrivati alla parola fine della querelle sul rinvio di Catania-Fondi per “motivi di ordine pubblico” per la contemporaneità della giornata conclusiva della Festa dell’Unità con il premier Matteo Renzi. Dal botta e risposta si è passati al ping pong delle responsabilità a tre (Comune, Lega, società) tra comunicazioni più o meno in ritardo, distrazioni, equivoci e chissà che altro.

Insomma, la marcia del Catania verso la serie B è già tutta in salita, con il fardello di -7 punti in classifica e una situazione di grande tensione.

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