Daniele Lo Porto

CATANIA – Non è un buon momento per il Catania, tutt’altro. Il pareggio a reti inviolate di Taranto ha accentuato alcune comprensibili preoccupazioni, per di più nella settimana di preparazione al derby contro il Messina. Ma non basta: sono arrivate due “tegole” legali sulla società. O meglio una e di natura economica, l’altra tutto sommato può essere valutata più serenamente. Quest’ultima è la dichiarata “improponibilità” della FIFA ad accogliere ed esaminare il ricorso presentato dal club etneo contro la penalizzazione di 6 punti per il “caso Castro”. In sostanza la FIFA non ha alcuna competenza e restituisce agli avvocati il ricorso che, a questo punto, dovrà essere presentato al TAS di Losanna, il Tribunale arbitrale dello sport, una sorta di cassazione internazionale. Il Catania aveva pensato di avere trovato una scorciatoia e, invece, ha avuto un esito se non negativo, di certo ha registrato una perdita di tempo di circa un mese.

Altra “tegola” è la sentenza del Colegio arbitrale che ha risolto il contenzioso con Alessandro Rosina a favore del calciatore che dovrà ricevere 153.000 euro. Spiccioli in serie A, ma in Lega pro sono soldoni. E tanti.

E quando il gioco si fa duro – come in questi giorni – scende in campo Pietro Lo Monaco. Il rituale si ripeterà questo pomeriggio quando l’amministratore unico della società etnea scenderà in sala stampa. Di momenti difficili nei precedenti dieci anni di gestione Pulvirenti-Lo Monaco ce ne sono stati diversi e il dirigente di ferro non si è mai sottratto ad uscite, anche forti, per difendere squadra e ambiente e anche per lanciare segnali dentro e fuori l’ambiente societario. E questa fase ricorda altri momenti particolarmente critici. Non è difficile notare, infatti, la situazione in classifica della squadra che, a fronte di un organico certamente importante e di una campagna acquisti gestita nel migliore dei modi, per tempistica e anche disponibilità economiche, pur se non illimitate, non è assolutamente adeguata.

Al Catania di Pino Rigoli mancano i gol e di conseguenza le vittorie. Solo una, alla prima giornata, seguita da un pareggio e da una sconfitta, non può bastare per una formazione che sembrava dovesse essere in grado di uccidere il campionato o, comunque, di fare corsa a sé. Così non è. I rossazzurri sembrano aver perso la capacità di ottenere i tre punti e i pareggi in serie, per di più quasi sempre a reti inviolate, non sono un motivo di particolare ottimismo per il futuro. Sì, la sfortuna c’è stata e gli errori arbitrali anche, ma non possono essere queste le scuse per giustificare risultati non particolarmente positivi, come non può esserlo il pareggio di Taranto.

Rigoli ci sta provando in tutti i modi a dare una scossa alla squadra, montando e smontando gerarchie, introducendo elementi di novità, dando fiducia a chi, come Di Grazia, dimostra qualità, quantità e generosità, e non pensandoci due volte a relegare in panchina chi dovrebbe assolutamente dare di più, come Calil, e invece appare quasi svogliato se non proprio assente.

Al derby col Messina bisognerà arrivare carichi e ottimisti, con lo stadio affollato e non semi deserti come contro il Fondi. Lo Monaco è pronto a suonare la carica.

Oggi ripresa degli allenamenti a Torre del grifo, dopo il riposo di ieri.


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