Profuma di erba bagnata la prima vittoria del Catania, che esordisce in ritardo in campionato, ma parte bene, anzi benissimo, tra mille difficoltà. Primi tre punti a Matera, un primo importante colpo di pinne per risalire verso la superficie della classifica. Una vittoria che servirà anche a cancellare gli effetti devastanti dello tsunami estivo: l’inchiesta “I treni del gol” che ha scaraventato, con il suo filone sportivo, il Catania in terza serie. Un’estate caratterizzata dal rumore di manette e dai nastri gracchianti delle intercettazioni telefoniche, da frasi  che poco hanno a che fare con il mondo del calcio, o che dovrebbero poco a che fare, e che, invece, sembrano di uso comune. E mentre la tifoseria immaginava e sperava nella costruzione di uno squadrone per ritentare con maggiore successo il balzo verso la serie A, magistrati ordinari e federali demolivano il castello di credibilità, simpatia, successi, che era stato costruito in quasi un decennio. Magistrati che hanno agito solo per bonificare una fortezza che era stata minata dal di dentro dai suoi stessi costruttori.  Il Catania, come Catania, subisce però cicliche distruzioni, pronta a risorgere, però, dalle sue ceneri, dalle sue stesse rovine. La Catania invasa dalla lava fusa fu ricostruita utilizzando quella stessa pietra, ormai fredda.

Il Catania riparte, con qualche ombra, con un recente peccato originale, ma ritrovando le qualità  che l’hanno fatta crescere: la mentalità provinciale, il carattere operaio, la capacità di soffrire, la voglia di vincere. Meno borghese ed elegante, più popolare e pragmatica. R

Il Catania ricomincia, come Troisi nel suo primo film:  da tre. E ormai è  ora di guardare avanti e non pensare al recente passato, di concentrarsi sul pallone e sulle zolle bagnate e non sulle carte bollate.

Daniele Lo Porto

(foto da catanista.eu)

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