Daniele Lo Porto

MASCALUCIA – La conferenza stampa del “nuovo” Pietro lo Monaco  sarà ricordata anche per  la colonna sonora di La vie en rose, suoneria di un cellulare che ha fatto da sottofondo, con perfetta tempestività, alla commozione del neo amministratore delegato. Lacrime e lavoro; per lui, lacrime e addii per altri.

Lo Monaco ha lanciato chiari segnali, senza eccedere e senza strafare, tra critica e autocritica:  condannandosi per essere andato via dal  Catania (“immaginavo quello che sarebbe successo”), fustigando l’ex presidente (“nell’ultimo anno  che ho trascorso qui non ci siamo praticamente più visti”), adesso fratello ritrovato, e sottolineando a tinte forti la gestione di Pablo Cosentino, indicato come l’uomo in canottiera e tatuaggi (“avevo lasciato una società con le regole ed è finita in teatrino”).

il passato è passato, ma gli errori fatti serviranno per non ripeterli, come certe manie di grandezza che forse sono state alimentate dall’ottavo posto, l’anno prima della retrocessione. Lo Monaco lo ha ricordato: lui predicava la salvezza come obiettivo massimo per il club etneo, salvezza tranquilla, ma quando si è pensato di poter volare più in alto le ali di cera dell’elefante presuntuoso si sono sciolte velocemente.

Sarà un Catania operaio quello del lo Monaco 2, non ci vuole molto ad immaginarlo e lui stesso lo ha fatto intendere. A cominciare dai calciatori, e così se Russotto e Falcone possiamo pensare di ritrovarli nella prossima stagione a sudare la maglia, il compassato  Caetano Calil, ha già la valigia pronta, nonostante altri due anni di contratto. Troppo lontano caratterialmente dalla filosofia calcistica di Lo Monaco, che dovrà ricostruire un gruppo con gerarchie precise, con leader in campo e fuori, mentre con Pancaro prima e un po’ meno con Moriero poi, sembrava di assistere ad una gestione in proprio dell’organico.

Già nei prossimi giorni, qualche botto più o meno rumoroso per risvegliare l’ambiente e riconquistare i tifosi, una delle cinque componenti che hanno fatto grande il Catania e che contribuiranno adesso ad iniziare un nuovo percorso, che in quattro-cinque anni dovrebbe concludersi con il ritorno in serie A. Innanzitutto bisogna uscire dal pantano della Lega pro, però, che inizierà con un -1 di penalizzazione. “Ma siamo abituati ad altro…”, sorride amaro lo Monaco.

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