CATANIA – Smorza i toni il collaboratore dell’area tecnica del Catania Calcio, Fabrizio Ferrigno, intervenuto ieri sera ai microfoni della redazione di Sport Sicilia per aggiustare il tiro dopo le dichiarazioni post partita di domenica scorsa ad Agrigento. Il dirigente etneo chiarisce la propria posizione nei confronti della tifoseria ribadendo comunque il silenzio stampa per i calciatori che fino al termine della stagione dovranno concentrarsi unicamente al lavoro sul campo. Non mancano gli spunti sul futuro e sul derby contro il Messina di giovedì prossimo. Ferrigno dunque ritratta  e per certi versi smentisce se stesso. Un solo obiettivo, raggiungere la salvezza, con le unghie  e con i denti. Passo indietro doveroso nei confronti dei sostenitori, o comunque una parte di questi, che pure erano stati gettati nel calderone dal direttore assieme alla stampa e al sistema arbitrale. Fondamentale, in questo momento, moderare i toni nei confronti di una città più che logora. Ecco di seguito le dichiarazioni di Ferrigno:

“ Ieri ho parlato di cucche riferendomi a chi si augura che il Catania retroceda o fallisca. Il riferimento non era ai tifosi che hanno a cuore il Catania e le sorti della squadra, non mi sarei mai permesso di offenderli perché loro come noi stanno vivendo un momento no. Devono sostenerci fino alla fine come stanno facendo e devono gioire o morire insieme a noi. Noi speriamo di gioire tutti insieme perché il Catania ha tutte le carte in regola per farlo. La riduzione del prezzo dei biglietti è stata fatta per i tifosi, per riempire lo stadio, per far sentire il loro sostegno ai ragazzi, il sostegno di una città che non vuole vedere fallire il Catania 1946.

Silenzio stampa? Abbiamo 7 partite molto importanti. Le notizie arrivano ugualmente tramite il nostro ufficio stampa. Preferiamo non far parlare i ragazzi per tenerli tutti sul pezzo, concentrati, senza distrazioni.

In un momento in cui la squadra sta lottando per non retrocedere, parlare di cordate in questo modo è destabilizzante. I ragazzi hanno sempre fatto questa categoria e vivono di stipendio. Se viene loro a mancare il terreno sotto i piedi è normale che si destabilizza tutto il lavoro che stiamo facendo. La società è in vendita ma se non dovesse arrivare nessuno noi ci sentiamo tranquilli anche così. A noi non è mancato nulla, quindi ci vuole un grosso rispetto per noi che stiamo lavorando, perché rappresentiamo il Catania. La società sta andando avanti e il grosso rammarico è che stiamo prendendo schiaffi da tutte le parti. Oltre ai nostri demeriti, questa è una componente importante. Lasciateci lavorare.

Il nuovo cda di Finaria parla di un piano di rilancio e significa che se non dovesse esserci nessuno entro giugno, il Calcio Catania non fallirà ma andrà avanti con un progetto di 4 anni che porterà il Catania in alto anche se questo non vuol dire che non sarà più in vendita. Quello che è certo è che il Catania non morirà. Non servirà una rifondazione ma pochi ritocchi in qualche settore, cercando di non guardare il Catania delle ultime giornate perché questi ragazzi sul campo hanno fatto 36 punti in una situazione difficilissima.

Messina? La corsa salvezza la facciamo su noi stessi. Dobbiamo arrivare a 38/39 punti guardando solo il nostro calendario. Con il Messina è un derby ma non sarà una partita decisiva perché non è una finale visto che ne mancano altre 6. Non si deciderà il nostro futuro anche se sarà molto importante perché dobbiamo iniziare a vincere dando il segnale di una squadra viva. Con l’Akragas abbiamo avuto per il 70% palla noi con 14 calci d’angolo a 0, quindi questa non è una squadra morta ma forte alla quale serve un’iniezione di fiducia perché poi si riprenderà a volare.”

(foto da: calciocatania.it)

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