Daniele Lo Porto

CATANIA –  Tanto rumore per nulla, almeno per il momento. Dopo la guerra dei comunicati che ha infiammato l’avvio di una trattativa tra l’imprenditore brontese Luca, tramite il suo studio, e la Finaria, per conto del Calcio Catania, rappresentata dallo studio legale Abramo, sembra esserci, infatti,  una pausa di riflessione.

Di certo, non è stato il modo migliore per approcciarsi tra le due parti, tra chi vorrebbe comprare e chi dovrebbe vendere, considerato tra l’altro  che  Claudio Luca affermava di recente di essere in ottimo rapporti con la società rossazzurra, ottimi – forse – da partner pubblicitario, ma forse non abbastanza da poter essere ritenuto possibile successore. Vedremo nelle prossime ore se i tecnici delle due parti si troveranno d’accordo su cosa si intende per “credenziali bancarie”, termine sul quale è forse scaturito un equivoco.

Intanto, si riapre l’attenzione sullo scandalo “calcio scommesse”, secondo una tempistica ormai rituale.

Dall’associazione dei bookmaker è stato redatto un dossier – rivela il quotidiano La Repubblica –  che racchiude i movimenti anomali delle scommesse sulle partite della scorsa stagione. E’ solo un segnale d’allarme , per così dire, statistico perché non vi è alcun elemento per sospettare “combine” con coinvolgimento di tesserati dei club interessati. Cinque sono le partite di Serie A, con i Frosinone protagonista, mentre sono 11 quelle della terza serie con riflettori puntati in particolar modo sul Messina, oltre che su incontri dove era coinvolto il Catania. In particolare questo “movimenti anomali” si riferiscono alle partite  della squadra rossazzurra contro il Foggia (3-0), la Casertana in casa (0-1), il doppio confronto con l’Akragas prima in Coppa Italia (1-0, in casa per gli agrigentini) e poi al Massimino (1-1).

Si tratta, comunque, solo di dati statistici e non di prove che possano ipotizzare che i risultati degli incontri siano stati determinati a tavolino.

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