Daniele Lo Porto

CATANIA – Si riapre a sorpresa il capitolo “trattative cessione”, dopo il flop dell’imprenditore pistacchioso. “Sono stato chiamato da uno studio che si occupa degli interessi di Vergara in Italia è mi è stata chiesta una consulenza che ho dato. Tutto qui. Nessun rapporto diretto con lui”. Così Pietro Lo Monaco una settimana fa a Torre del grifo per il suo ritorno in pompa magna alla specifica domanda se avesse rapporti con l’imprenditore messicani già da mesi ritenuto il possibile acquirente del Catania.  Risposta convincente, che però adesso sembrerebbe poter essere premessa per altro: la ripresa della trattativa per la cessione del Catania su basi più serie e concrete e lo stesso lo Monaco sarebbe l’elemento di mediazione o di congiunzione tra le due parti. Ruolo di amministratore delegato che gli permetterebbe ampia autonomia e che potrebbe essere proprio una garanzia per lo stesso Vergara. Se non dovesse, per qualsiasi motivo, concretizzarsi l’operazione Nino Pulvirenti avrebbe, comunque, ottenuto un doppio risultato: aver riportato a Torre del grifo l’unico uomo che può rilanciare il club rossazzurro e, non secondario, aver recuperato i rapporti con chi per circa dieci anni dice di essere stato suo fratello.

Il tutto mentre si scaldano i motori e si  lavora per ridisegnare il nuovo organigramma societario, i quadri tecnici e l’organico che dovrà consentire alla squadra di correre subito verso la serie B per uscire dal pantano della Lega pro, una categoria nella quale si spendono tanti soldi e ottenere la promozione è difficilissimo, come dimostra la recente delusione per l’ex etneo Robertino De Zerbi, con il suo Foggia portato fino alla finale. Proprio De Zerbi sarebbe già dato vicinissimo al Crotone, neo promosso in serie A, quindi l’offerta del Catania non sarebbe più competitiva.

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