CATANIA – No, quell’accusa ai tifosi non l’ha digerita. “Darei io il daspo al sindacalista che ha firmato il comunicato e all’organizzazione che rappresenta. Ha scritto che siamo tra le tifoserie più violente e consigliava di impedirci tutte le trasferte. Sono indignato che un rappresentante delle forze dell’ordine possa fare queste affermazioni offendendo una città intera ed è squallido – si è sfogato Pietro Lo Monaco – rivangare il passato con la vicenda della morte dell’ispettore Raciti. Stiamo verificando se ci sono gli estremi per un’azione legale. La verità è che il nostri tifosi sono stati aggrediti all’uscita dallo stadio, sono intervenuti gli agenti e tutto è rientrato”.

Poi il dirigente etneo, rientrato a Torre del grifo dopo quattro anni di esilio volontario, punta l’attenzione sulla squadra. “La squadra a Foggia ha fatto bene, il nostro tecnico ha preparato una partita ineccepibile sul piano tattico, ma leggo commenti troppo negativi, forse determinati dal pessimismo determinato dall’esito delle ultime stagioni. Il Catania ha un buon organico, può giocare bene al calcio e fino ad ora, è vero, non si è espresso come poteva: dobbiamo migliorare in fase di possesso”.

La presenza di Lo Monaco in sala stampa è motivata dalla decisione di lasciare stare tranquilli i giocatori che devono prepararsi al meglio alla partita di domenica contro il Catanzaro. “Un avversario migliore di quanto possa fare credere la classifica – sottolinea l’a.d. etneo – : ci auguriamo che trovino un ambiente caldo perché in Lega pro non ci sono partite facili e avversari abbordabili. Insomma, massima concentrazione”.

Con la squadra non sempre brillantissima e soprattutto qualche battuta a vuoto in avanti, inevitabile parlare di mercato, a cominciare da Giovanni Marchese, che dopo aver risolto il suo rapporto con il Genoa, è tornato a Catania per allenarsi in un ambiente conosciuto e amichevole. Il difensore di Delia probabilmente aspetta una chiamata da una formazione di categoria superiore, dove a 32 anni potrebbe essere ancora utile, ma non è un desiderio impossibile quello di rivederlo con la maglia rossazzurra: “E’ figlio di questa squadra e di questa città, lo abbiamo accolto come tale. Dipende da lui: quando vuole viene in sede e firma il contratto”. Con Marchese, protagonista del “Catania dei miracoli” il reparti difensivo guadagnerebbe tanto in fase di copertura e di impostazione”. E più in generale sul mercato aggiunge: “Chi ha avuto meno spazio e non si è trovato bene troverà un’altra sistemazione, non lasceremo nulla di intentato per completare e rafforzare la nostra squadra, faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità e così come dissi a giugno che la rosa era già nella nostra testa, ribadisco che anche stavolta abbiamo le idee ben chiare in anticipo. La finestra di mercato è un momento di riflessione per i giocatori che non hanno avuto la forza di sapersi imporre ed è giusto che cerchino altrove ciò che non hanno trovato qua”.

Altro capitolo, doloroso: il “Caso Castro”. Passa il tempo e diminuisce la speranza di riavere quei punti preziosi come il platino. ma ancora non è stata scritta la parola “fine”. Per quanto riguarda la preparazione in vista della partita contro il Catanzaro (arbitro D’Apice di Arezzo) , ieri allenamento a porte aperte a Torre del grifo. Calil e Paolucci due volte a segno nella partitella di metà settimana, un bersaglio ciascuno per Barisic, Mazzarani e Russotto.


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