Un pari all’esordio per mister Sannino, che ritrova solidità difensiva ma Catania che non riesce a metterla dentro.

di Gianluca Virgillito

CATANIA – Il malcontento del tifo rossazzurro non si allevia neanche dopo l’avvento in pachina di mister Sannino. Per la verità la gara del Massimino contro un Modena costantemente arroccato in difesa non ha mostrato un Catania brutto, ma senz’altro incapace di mettere in rete il pallone che potesse concretizzare il proprio predominio e di costruire le azioni con costrutto. A tratti è sembrato un attacco frenetico, dettato dalla consapevolezza di quanto sia importante intascare la prima vittoria in questo inferno chiamato Serie B, ma le occasioni degne di nota sono state davvero poche. Sannino in panchina si sbraccia, si sgola continuamente per dare suggerimenti ai suoi, specialmente sostenendo ogni singolo movimento della difesa, tassello debole di questo Catania: il pubblico apprezza e osanna il nuovo allenatore. Il risultato del suo lavoro, almeno in fase difensiva, si vede, tanto è vero che l’unica, vera occasione capitata ai canarini arriva al minuto 83 con Acosty, che centra la traversa. Per il resto, nonostante una manovra costruita con difficoltà da un Martinho in giornata no (anche se è vero che il giocatore è stato inserito in un ruolo non adatto alle sue caratteristiche), il Catania ci ha provato, specialmente con Leto, nel primo tempo, ma le sue conclusioni sono state poco efficaci. I rossazzurri reclamano anche la mancata concessione di un calcio di rigore per spinta su Calaiò, che ha anche costruito l’azione più pericolosa per i suoi: su punizione di Rosina il suo tocco fa la barba al palo. Nella ripresa entrambi gli allenatori provano a scuotere la gara: l’ex catanese Nardini per il Modena, rileva l’attaccante Luppi, spostando Acosty in posizione più avanzata; Sannino invece sostituisce Leto con Marcelinho per dare brio all’attacco. Così come a Perugia, l’attaccante viene bocciato ad inizio ripresa. Il pubblico lo copre di fischi, i compagni lo consolano, e lui, dimostrando di aver capito la lezione incassa ed applaude comunque il pubblico. La stessa sorte capiterà a Castro, sostituito da Cani all’84’. Proprio l’mponente attaccante due minuti dopo sciupa un’opportunità ghiotta, perdendo l’attimo in area di rigore per scagliare un tiro pericoloso per la porta difesa da Pinsoglio. Più generosità, sicuramente, più attenzione difensiva, ma anche questa volta emergono delle manchevolezze in organico. Il centrocampo del Catania, infatti, vuoi per le assenze di Rinaudo, Calello e Almiron, vuoi perchè mancano le alternative, ha visto per quasi tutta la partita Martinho e Chaprek scambiarsi di posizione senza trovare il giusto assetto e il solito Rosina a sacrificarsi in ogni porzione del Campo. A conferma del fatto che a centrocampo la coperta è corta e che i “panchinari” non sono all’altezza, comunque per il momento, la sostituzione di Chaprek al 57′ con Capuano, inserito come mediano. Nota lieta di oggi è Monzon, capace sia di attaccare che di difendere. La grinta di Sannino potrà essere sicuramente uno stimolo decisivo per il recupero di questo smarrito Catania. I suoi incitamenti anche troppo accesi, lo portano spesso ad uscire fuori dall’area tecnica, motivo per cui sia lui che il mister avversario Novellino (per lo stesso motivo) vengono allontanati dall’arbitro al 76′. Forse c’è bisogno di tempo per vedere il miglior Catania. Quello di oggi, per quanto abbia migliorato l’assetto difensivo, dimostra di dover fare ancora molta strada, e Sannino lo sa bene.

Catania (4-3-3) Anania; Peruzzi, Gyomber, Spolli, Monzon; Rosina, Chaprek (Capuano 57′), Martinho; Leto (Marcelinho 53′), Calaiò, Castro (Cani 84′). A disposizione: Ficara, Parisi, Sauro, Escalante, Garufi, Jankovic. All. Giuseppe Sannino

Modena (4-4-2) Pinsoglio, Gozzi, Cionek, Marzorati, Manfrin (Rubin 70′); Acosty (Beltrame 85′), Salifu, Schiavone, Nizzetto; Granoche, Luppi (Nardini 46′). A disposizione: Manfredini, Calapai, Osuji, Martinelli, Marsura, Gatto. All. Walter Novellino.

Ammoniti: Gozzi, Manfrin,Cionek, Salifu, Beltrame, Granoche (M); Monzon, Martinho, Rosina (C) Espulsi gli allenatori Sannino e Novellino al 76′

 

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