Daniele Lo Porto

 

CATANIA – Alle trattative per rilevare la società non ci ha mai creduto, né che provenissero dal lontano Messico né dalla vicina Bronte, perché ritiene che Pulvirenti non voglia vendere. Dalla società di Torre del grifo si aspetta, però, come tutti i tifosi e la città, una decisione in tempi brevi sul futuro, altrimenti si rischia di arrivare impreparati al prossimo torneo di Lega pro.

Nino Leonardi ha trascorso dieci anni nel Calcio Catania, dalle giovanili alla prima squadra, dal ’70 alla stagione 1981-82. Quella maglia, a distanza di 35 anni se la sente tatuata addosso ed è emozionato di poterla rivestire di nuovo domenica pomeriggio, al Massimino, in occasione della Giornata dell’orgoglio rossazzurro.

Catanese da sempre, non solo di nascita, Leonardi andò via dal club etneo per vivere altre espeienze (Cremonese, Triestina, Lucchese) preceduto dalla fama di difensore rognoso, come si diceva allora, terzino o stopper, a seconda delle necessità. Valsecchi, Mazzetti, Di Bella, De Petrillo alcuni degli allenatori che ricorda con affetto.

Adesso segue le vicende societari a distanza ravvicinata con la passione del tifoso e la competenza dell’uomo di calcio, per di più ex.

  • Leonardi, Moriero o Rigoli sulla panchina del Catania? Lanciamo il toto allenatore.

“Credo che Moriero sia già fuori da tempo. Lo conosco bene, ottimo rapporto di amicizia, l’ho visto lavorare a Torre del grifo, ma non credo proprio che sarà confermato. Più probabile l’arrivo di Pino Rigoli, un tecnico giovane, che vuole emergere, molto stimato. Ad Agrigento ha preso una squadra che sembrava già retrocesso e l’ha portata verso una tranquilla salvezza. Tatticamente punta molto sulle difese blindate, sulle marcature asfissianti, le ripartenze con verticalizzazioni veloci. Si esprime bene col 4-3-3- e col 4-4-2, ma naturalmente deve avere i calciatori con le caratteristiche giuste”.

  • Tecnico giusto per una squadra che deve andare lontano?

“Sì, ritengo di sì. Il Catania non può aspettare oltre: dovrà puntare subito alla promozione, al ritorno in serie B. la Lega pro sta stretta a tutti”.

  • Tra i calciatori chi salverebbe della scorsa stagione?

“Russotto e Falcone, che hanno qualità tecniche importanti, ma forse devono credere di più nei propri mezzi. Bergamelli ha fatto bene, è stato tra i più costanti, punto di riferimento per l’intero reparto, forte di un’esperienza anche in categoria superiore. Poi si era salvato anche Calil, ma limitatamente alla prima parte della stagione durante la quale ha segnato dieci reti. Poi si è perso, non capisco il motivo, forse per una debolezza caratteriale. Lui da capitano doveva trascinare i compagni, incitarli e invece ha fallito il compito. Nella squadra in effetti si è sentita la mancanza di un trascinatore”.

  • Leonardi, ma la società che farà, secondo lei: Pulvirenti resterà o andrà via?

“Non mi sembra che ci siano state mai trattative serie, dal messicano Vegara al brontese Luca e forse non c’è neanche la reale volontà di Pulvirenti di cedere le azioni. Certo è che bisogna prendere decisioni subito per programmare la prossima stagione: già ci sono club che hanno deciso il nuovo allenatore, mentre a Torre del grifo sembra tutto fermo”, conclude Nino Leonardi.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi