CATANIA – Dopo il rinvio della gara con il Fondi e le successive puntualizzazioni della Lega Italiana Calcio Professionistico e del Questore di Catania, l’Amministratore Delegato del Calcio Catania Pietro Lo Monaco osserva: “Preciso anzitutto che il colloquio telefonico con il dottor Marcello Cardona, Questore di Catania, non risale alla vigilia della presentazione dei calendari ma proprio al giorno dell’ufficializzazione degli stessi. Mi fu chiesto se potessi intervenire in Lega per chiedere di tener conto della Festa dell’Unità a Catania e risposi che avrei provato, offrendo grande disponibilità, ma che quasi certamente sarebbe stato impossibile ottenere una modifica dei calendari per via dei tempi a dir poco ristretti, considerando che a Parma la cerimonia sarebbe iniziata alle 18.00 e l’organizzazione di un evento del genere si sviluppa logicamente con largo anticipo. Fu pertanto, quello, un tentativo decisamente fuori tempo massimo. Al di là di ogni considerazione e ricostruzione, è vero che il Calcio Catania subisce oggi un grave danno, dovendo disputare tre partite consecutive in trasferta: un handicap pesantissimo che è la proiezione, ad ogni livello, della mancanza di un giusto rispetto del nostro club e dei suoi tifosi. Il calcio è infatti nel Dna dei catanesi ed è fondamentale per la città, che ama i colori rossazzurri: è dovere di tutti tenerne conto e non sottrarre il Catania ai catanesi. Noi abbiamo compreso l’eccezionalità della situazione legata all’evento Festa dell’Unità fin dalla prima giornata di campionato: con la Juve Stabia, ricorderete, accettammo l’anticipo di un giorno nonostante il grave danno economico facilmente intuibile, considerando la prevedibile maggiore affluenza domenicale rispetto a quella registrata sabato 27 agosto. Abbiamo collaborato, abbiamo capito le ragioni di tutti ma già allora, al netto di parole e rassicurazioni, non abbiamo potuto esercitare un nostro diritto: giocare, svolgere la nostra attività professionale nel giorno e negli orari designati dagli organizzatori della competizione. Pazienza, in quel caso. Un’eccezionalità, però, non può durare 20 giorni: diventa catastrofe, sportivamente. Se, inoltre, al desolante quadro di un triste e secco “non si può giocare” aggiungiamo che il Fondi avrebbe portato non più di 5 tifosi al “Massimino” e che il Calcio Catania, ancora una volta con spirito di collaborazione nei confronti delle Autorità competenti, aveva messo a disposizione un maggior numero di steward per compensare i disagi collegati all’eventuale minor numero di agenti disponibili per l’espletamento del servizio d’ordine pubblico allo stadio, il quadro è aggravato e noi ancor più penalizzati. Noi, con rispetto e con fermezza, chiediamo rispetto per il nostro lavoro, ricordando a tutti che il calcio ha una grandissima valenza economica in Italia, e per le ragioni dei nostri tifosi, non più in condizione di tenere il ritmo di spostamenti improvvisi che li costringono ad allontanarsi dagli stadi. Così è, ad esempio, anche per Reggina-Catania, anticipata d’ufficio alle 16.30. Tutto viene anticipato e posticipato, non c’è più la possibilità di avere riferimenti stabili, le ufficialità vanno e vengono ed i calendari degli eventi calcistici vengono disposti dalle Prefetture: così non va, questo è un corto circuito. Non è giusto che il Catania paghi comunque per tutti, alla fine. Adesso, comunque, occorre mettere da parte le polemiche, inutili perché le opportunità perdute non ci saranno restituite, chiudere la parentesi con il giusto senso di responsabilità e, per quanto ci riguarda, tornare a pensare esclusivamente al campo”.

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