Daniele Lo Porto

CATANIA – Non sarà una rivoluzione, ma di certo la società rossazzurra dovrà decisamente rinforzare l’organico attualmente a disposizione di Pino Rigoli, non solo nell’ottico play off, ma anche con una prospettiva più lontana.

Il tecnico etneo ha ritenuto positivo il bilancio alla fine del girone d’andata, pur non nascondendo che qualche punto manca e, soprattutto,più spesso è mancata la qualità in certe prestaioni, soprattutto in trasferta. Rigoli, però, ha incassato la fiducia della società. Pietro Lo Monaco spera che si ripeta il miracolo già compiuto undici anni fa da Pasquale Marino che ottenne la serie A in anticipo e dopo un avvio non proprio brillantissimo. L’impresa che si chiede a Rigoli è paradossalmente più difficile: il campionato di Lega pro è una specie di palude nella quale è difficile andare avanti e per chi riesce a procedere c’è poi il labirinto dei play off. Il Catania al momento è in una posizione di attesa, a causa della penalizzazione iniziale sulla quale probabilmente è stata scritta la parola fine. Difficile, se non impossibile, sperare in una clamorosa restituzione dei punti per il “caso Castro” 2 o, quanto meno, uno sconto sulla sanzione.

Nell’attesa la squadra rossazzurra deve andare avanti con le proprie forse che però non sembrano sufficienti per concludere la stagione regolare nei primi sismi posti. L’organico ha una carenza strutturale nel terminale offensivo. Mazzarani, l’ultimo arrivato, e Di Grazia, una piacevole scoperta, sono i migliori marcatori con 5 reti, il cannoniere di ruolo – Paolucci – ne ha segnato uno in meno. Tutti e tre, però, alternano prestazioni dignitosi a periodi di smarrimento. Mazzarani ha ciabattato maldestramente dagli undici metri contro la Fidelis Andria il pallone che avrebbe potuto portare ad una tutto sommato meritata vittoria, Di Grazia dopo le cinque reti realizzate in tre partite ha perso lo giocata vincente, Paolucci vaga in area di rigore, quando gioca, con poca concretezza. Calil, poi, è il primo della lista dei partenti, insieme a Piscitella e, forse, allo stesso Paolucci. Lo Monaco lavora sotto traccia: sa che serve una prima punta pronto impiego, che conosca la categoria e sia in grado di centrare almeno 7-8 bersagli da qui a maggio, altrimenti non si scaleranno altre posizioni in classifica e la corsa ad handicap continuerà fino alla fine. Resta da valutare il futuro di Giuseppe Sibilli, arrivato dal Siracusa, ma rimasto ai margini della squadra per infortunio fino a un mese fa. Ancora non è ok e non sembra, quindi, un calciatore sul quale puntare per dare un colpo d’ala. Si aspetta, poi, un sì o no definitivo da Giovanni Marchese. Il club etneo lo aspetta da mesi, ma se non dovesse accettare la Lega pro il Catania potrebbe decidere di cercare altrove un difensore di fascia affidabile, considerato che Nava non ha soddisfatto e De Rossi continua a non essere utilizzato.

Da stamattina e fino al 31 gennaio Lo Monaco e i suoi collaboratori avranno la responsabilità di ricostruire il Catania che deve necessariamente puntare al salto in serie B. A Torre del grifo, intanto, si respira di nuovo aria di serie A: nel pomeriggio di ieri primo allenamento per il Bologna di Donadoni che resterà sull’Etna fino a sabato prossima, vigilia della sfida contro la Juventus.

Dal Giornale di Sicilia

 

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