E i tifosi perdono l’entusiasmo dopo un anno di cocenti delusioni.

di Gianluca Virgillito

Cinque sconfitte, tre pareggi e una vittoria. Dieci i goal fatti, addirittura sedici quelli subiti (terza peggior difesa dopo Varese e Trapani). Numeri inquietanti che pongono il Catania al penultimo posto della classifica di Serie B, a braccetto con il Crotone, aspettando il posticipo del fanalino di coda, la Virtus Entella, che se la vedrà al Tombolato contro il Cittadella. Il Catania di oggi sarà pure una Ferrari, ma senza motore.

Anche a La Spezia, pur tra infortuni e squalifiche, è sceso in campo un Catania svogliato, incapace di riprendere la partita dopo il vantaggio avversario. Rimane poco da salvare, da un anno a questa parte la squadra rossazzurra è in caduta libera. Persa la Serie A, nessuno avrebbe pensato di ritrovarsi in un posizionamento in piena zona retrocessione anche in cadetteria, dopo nove giornate di campionato.

Sperare nei soliti Rosina, Calaiò e Martinho non sembra possibile. In Serie B occorrono 25 giocatori (almeno) che corrono per novantacinque minuti. Al Picco si salva anche la new entry Parisi, autorevole giovane terzino chiamato a sostituire Peruzzi. I vari Escalante, Garufi e Chaprek, gettati nella mischia in mediana, nel reparto del campo dove occorre più esperienza possibile, hanno patito difficoltà notevoli (nel caso di Garufi anche il sacrificio di giocare in un ruolo inappropriato per le sue caratteristiche). I recuperi di Rinaudo, Capuano, Spolli, Rolin, Calello e quello assai dubbio di Almiron sono attesi ormai da tempo, qualcuno riuscirà ad esserci per le prossime partite? Lo scopriremo.

Ancora trentatrè gare da disputare, nella speranza che le cose cambino. Affinchè questo accada però, sarà necessario intervenire saggiamente, in primis sui giocatori già in organico, facendo trovare alla squadra gli stimoli giusti e non permettendo atteggiamenti che ledono la squadra stessa (vedi inutili proteste e conseguenti squalifiche) e successivamente intervenendo sul mercato di riparazione, per completare la rosa e tentare una difficile risalita.

Il ritardo del Catania dalla capolista Frosinone è di 12 punti, 11 punti invece da recuperare alle lanciatissime Bologna e Livorno, le altre due retrocesse che hanno cominciato a correre per riguadagnarsi la massima serie. L’ultima spiaggia sarebbero i playoff, distanti nove punti.

Non c’è dubbio sul fatto che un filotto positivo potrebbe ridare slancio alle ambizioni catanesi, ma il problema di fondo è che non sembrano esserci i presupposti, almeno per adesso, perchè questo accada.

Il silenzio in cui la società si è chiusa al termine del tracollo ligure per mano dello Spezia, ricercando la serenità ormai perduta e la compattezza di un gruppo apparentemente allo sbaraglio, testimonia l’amarezza di questo momento in tutto l’ambiente rossazzurro.

All’orizzonte due gare casalinghe che saranno determinanti per il futuro del sodalizio etneo, al Massimino il Catania se la vedrà prima contro il Vicenza, poi, nel turno infrasettimanale, contro la Virtus Entella. Inutile dire che queste due gare devono essere vinte (come dovevano essere vinte anche le precedenti partite). Sarà Serie A come dice il presidente Pulvirenti? Presto per dirlo, ma il giocattolo così perfetto di qualche anno fa sembra esser andato in mille pezzi. L’obiettivo numero uno, ancor prima di ritrovare un posto al sole tra i grandi del calcio, dovrà essere quello di recuperare il rapporto con i tifosi, ormai sfiduciati da risultati fallimentari.

(foto da ilcalciocatania.it)

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