Conferenza stampa dell’ad rossazzurro per commentare il grave momento di crisi del Catania.

di Gianluca Virgillito

MASCALUCIA – L’ambiente rossazzurro vive con la solita passione uno dei momenti di maggior criticità della presidenza Pulvirenti. Tanto la retrocessione, quanto un avvio al limite del pensabile, pongono sul banco dei possibili colpevoli in prima battuta l’ad rossazzurro Pablo Cosentino, che è intervenuto oggi pomeriggio a Torre del Grifo per fare il punto della situazione e commentare il momento.

“Dimettermi? Non ho mai pensato a questo. Anzi, continuo a pensare al futuro del Catania, non al mio. Le responsabilità di ciò che sta succedendo sono mie, perchè io ho scelto cosa fare. Con il lavoro si può risalire.

Ventrone è un lusso per la società. Fin quando sarò qui lui sarà il preparatore atletico di questa squadra. Abbiamo fatto grossi investimenti per prevenire infortuni, controllando tutto nel dettaglio, ma il calcio non è una scienza esatta. Proveremo a recuperare tutti. Abbiamo cercato di risolvere i problemi dello scorso anno.

Rolin? Il suo infortunio è stato successivo alla chiusura del mercato. Almiron ha fatto tutto il precampionato, e ha giocato le partite di Coppa Italia: è un giocatore di cui non voglio privarmi.

Leto è un calciatore fuori dalla portata del Catania, ma è arrivato qui dopo un infortunio. Lo stiamo monitorando, per capire se può tornare ad essere lo stesso giocatore del passato. Abbiamo scommesso su di lui, in modo particolare dopo aver preso atto dell’impegno che ha messo nel finale della scorsa stagione. Pensavamo di avere i sostituti, quando sono andati via giocatori come Izco, poi gli infortuni ci hanno complicato le cose.

C’è tanta ansia attorno al Catania, il pugno duro nei confronti della squadra non migliora le cose. Giocare tra i fischi non è facile.

La squadra, al completo, è competitiva, anche se in questo momento siamo in grande difficoltà, con calciatori come Spolli e Rinaudo fuori. Noi siamo sempre vigili sul mercato, e se capiremo che alcuni giocatori non sono recuperabili, interverremo.

L’obiettivo rimane quello dichiarato: tornare in Serie A. L’aver sbandierato a inizio stagione non è un male. Giochiamo la Serie B, ma per ritornare in A, lo ribadisco.

Aprire Torre del Grifo ai tifosi? Per il momento ci alleniamo nel campo in cui non è prevista la tribuna. Apriremo gli allenamenti al pubblico quando sarà possibile.

Pulvirenti non si presenta ai microfoni della stampa? Si tratta di una sua scelta.

Contro il Bari sarà dura, ma proveremo a vincere, anche se abbiamo una vera emergenza in difesa.

Ci sono le possibilità per proseguire sulla strada del progetto che avevamo quando abbiamo iniziato”.

Un Pablo Cosentino che prosegue per la sua strada dunque, difendendo il suo operato, quello del preparatore atletico Ventrone e di tutti i giocatori. Una domanda oggi inespressa, rivendica però una risposta che per evidenti motivi non potrà mai arrivare: questo progetto su cui l’ad punta, che ad oggi ha portato il Catania ad una retrocessione e ad un inizio campionato disastroso quest’anno (e ne è un segno tangibile il fatto che la società rossazzurra abbia deciso in corsa di cambiare guida tecnica), merita davvero di essere portato avanti? O bisognerebbe forse stravolgerlo, rimettendo in piedi quello che è per anni è stato un esempio per tutto il panorama calcistico nazionale? Qual è il motivo per cui il presidente Pulvirenti ha deciso di non voler più parlare? Solo il tempo (che scorre però inesorabile)  potrà dirci se il Catania saprà risollevarsi e tornare laddove tutti i tifosi rossazzurri sperano.

(fonte foto ilcalciocatania.it)

Scrivi