di Gianluca Virgillito

Un Catania costantemente al controllo del gioco, con i reparti alle giuste distanze e con la voglia di fare. Questo è il Catania che si è visto allo stadio “Ezio Scida” di Crotone alla quinta giornata del campionato di Serie B. Questo il Catania che piace, quello che tutti avrebbero voluto vedere non soltanto dall’inizio di questa stagione, ma anche dalla scorsa. Mister Sannino, arrivato da appena una settimana a dirigere l’orchestra rossazzurra, ha trovato tra le mani un gruppo allo sbando, soprattutto psicologicamente. La sapiente guida del mister campano ha portato già i primi frutti: due punti in classifica, se si guardano ai soli risultati del campo, e un’inversione di tendenza se si va a scavare più a fondo, anche se ancora c’è tanto da lavorare, specialmente su giocatori come Lucas Castro, considerato un lusso per la categoria, che non è ancora al meglio. Già contro il Modena, un impacciato Catania ha iniziato a registrare gli automatismi difensivi. Il buon Sannino, uomo di (poca) pazienza, si è prodigato nel dare suggerimenti, in particolar modo alla coppia di terzini Peruzzi-Monzon ed ha anche rischiato, inserendo Capuano come regista a centrocampo per far fronte alla crisi-infortunati in mediana. Certo, in realtà in avanti il Modena è stata davvero poca roba, ma novanta minuti senza prendere goal sono stati una prima iniezione di fiducia, anche se la mancata vittoria ha comunque, e giustamente, scontentato i tifosi. Ma il tecnico ha proseguito per la sua strada, schierando soltanto tre giorni dopo una formazione con qualche novità, con l’ingresso dal primo minuto dello stesso Capuano in regia e Chaprek a farne le spese, Jankovic all’esordio assoluto con la maglia del Catania per permettere il tanto atteso avanzamento in zona avanzata di Alessandro Rosina. A parte i cambi di formazione, che comunque sono stati fondamentali, infatti è indubbio che Capuano abbia dato tutto per la causa e che l’avanzamento di Rosina abbia fruttato una maggiore pericolosità e presenza in zona offensiva, ciò che è cambiato in terra pitagorica è stato l’atteggiamento (il termine tanto utilizzato da Sannino nella sua conferenza di presentazione). Infatti, sin dal primo minuto, i suoi uomini hanno smesso di montarsi la testa, giocando spesso e volentieri un calcio più concreto che ricco di preziosismi. Lo spirito di sacrificio voluto da Sannino viene applicato in campo da una squadra attenta alle distanze, prodiga ad aiutarsi e a mettersi finalmente in gioco. Il risultato finale con beffa al 93′ per il calcio di rigore su errore di Garufi, è una pecca individuale, che visto il momento da cui la squadra arrivava fa infuriare tutti perchè rimanda l’appuntamento più atteso: quello tra i rossazzurri e i tre punti derivanti da una vittoria. Non c’è neanche il tempo di rifiatare però. A Catania, domenica alle 18, per il posticipo della terza giornata, arriverà un Pescara rabbioso tanto quanto il Catania. Mancherà ancora Rinaudo, incerto anche l’impiego di Calello. Una cosa è certa, si è imboccata la strada giusta: tanta determinazione, la voglia di dare tutto nonostante gli errori di valutazione del mercato che comunque appaiono ancora evidenti, degli infortuni o qualunque altro alibi, e un pizzico di fortuna potranno risollevare un Catania che vuole per forza di cose proiettarsi ad un campionato di vertice. Sannino c’è, il Catania, da ieri, sembra essersi svegliato.

(foto da ilcalciocatania.it)

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