TRAPANI – Cento anni di storia, da “provinciale”, a volte di lusso, altre delusa, tra periodi neri e sogni di gloria. Ecco: la gloria adesso è a un passo, anzi a 180 minuti.

Stasera la formazione di Serse Cosmi, allenatore ruvido, combattente indomito anche contro i giganti, magari non bello in un salotto televisivo ma perfettamente a suo agio sull’erba segnata dal gesso, giocherà a Pescara la prima finale promozione per la serie A. Fischio d’inizio allo stadio Adriatico, alle 20,30, direzione arbitrale affidata a Luca Pairetto di Nichelino, che non è l’ultimo arrivato.

La formazione granata era partita alla chetichella, quasi ancora sentisse il limite di una quasi matricola tra i cadetto e, invece, giornata dopo giornata è uscita fuori, alla distanza, come i cavalli di razza, concludendo la stagione regolare in crescita, di prestazioni e risultato. Il modo, migliore, insomma per affrontare la doppia sfida che, se superata, farebbe entrare la maglia, questi ragazzi e il suo condottiero nella storia non solo ella città, ma del calcio italiano.

Con umiltà e determinazione Cosmi e i suoi ci proveranno, con la rabbia dei provinciali contro una formazione, il Pescara, che è stato abituato alla massima serie e alla guida di allenatori difficili e carismatici come Zeman. Adesso, sulla panchina biancazzurra siede Massimo Oddo che è stato calciatore di ottimo livello ed è figlio d’arte.

Il Trapani, stasera all’Adriatico, dovrebbe schierarsi con: (3-5-2): Nciolas; Perticone, Pagliarulo, Scogliamiglio; Fazio, Scozzarella, Eramo, Nizzetto, Rizzato; Citro e Petkovic, recupero per l’occasione nonostante le non ottimali condizioni fisiche.

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