ROMA – Dal nostro inviato

Un passo avanti e due indietro: perde male la Lazio di Pioli per 1-0 il posticipo della quarta di campionato in casa contro l’Udinese, e lo fa dopo la bella ma sfortunata prestazione di Genova dove la sconfitta era stata decisamente immeritata. Ieri all’Olimpico si è vista stranamente una Lazio spenta, svogliata, con poca cattiveria agonistica ed incapace di reagire al gol di Thereau arrivato al 26′ del primo tempo dopo una giocata magistrale di Muriel. L’unica nota lieta il ritorno tra i pali di Federico Marchetti. Bocciata la coppia di centrali difensivi Novaretti – Cana e male, malissimo l’attacco, con un Klose evanescente, Candreva sottotono e Felipe Anderson anche lui non all’altezza delle aspettative. Soltanto l’ingresso del giovane Keita a 20 minuti dalla fine ha ridato brio alla squadra biancoceleste ed ha rotto in parte gli equilibri della gara, fino a quel momento controllata dall’Udinese anche senza troppo affanno. Ricordiamo però che la Lazio era orfana della coppia di centrali titolari Gentiletti – De Vrji, di Lucas Biglia e Dusan Basta. In conferenza stampa post – partita, un irritato e deluso Pioli ha cercato di analizzare i perché di questa inaspettata sconfitta. “Abbiamo fatto un passo indietro: la prestazione non è stata all’altezza, dovevamo avere un diverso approccio ed una diversa determinazione. Sarebbe un problema se la squadra non fosse consapevole del passo indietro. Il presidente non è soddisfatto, la partita doveva essere diversa”. Finora, sono soltanto 3 i punti in quattro gare di campionato per i laziali, che esclusa la vittoria interna contro il Cesena, ne hanno già perse tre. “Non possiamo avere questa classifica – ha continuato Pioli – non possiamo più prendercela con la sfortuna perché se abbiamo questa classifica è nostra responsabilità. Oggi siamo mancati in tante cose, anche nella personalità. E’ il momento di fare qualcosa in più. Da Genova dovevamo uscire con la rabbia e la determinazione necessaria, la prestazione doveva avere altri atteggiamenti che non ho visto”.

Prima della gara, è stato presentato il nuovo simbolo che la Lazio avrà sulle maglie. Nuovo ma non nuovo, perché si tratta dello stemma della Lazio Calcio degli anni 80′, l’Aquilotto stilizzato ideato da Gian Chiaron Casoni, Presidente dal 1981 al 1983 oltre che delle selezioni Pallavolo, Pallamano e Calcio a 5 fino agli albori del 2000. Quel simbolo che contraddistinse le maglie della Lazio Calcio negli anni 80′ rappresentò una novità stilistica di grande rilievo ed impatto che ancora oggi è fortemente radicato nella memoria collettiva dei tifosi della Lazio e non solo. L’accordo tra Lazio Family e la Lazio Calcio, formalizzato fin dallo scorso anno, prevede annualmente l’erogazione di Borse di Studio Lazio finalizzaste all’inserimento alla pratica sportiva di ragazzi Under 14 tra le discipline di Calcio, Pallavolo, Pallanuoto, Nuoto, Pallamano e Scacchi, cioè quelle sezioni in cui Casoni prestò la sua opera dirigenziale da grande tifoso di tutto il mondo Lazio.

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