ROMA – Dal nostro inviato

E’ una domenica di quelle che si ricorderanno per tutto il campionato e forse anche per i prossimi. Non soltanto nella memoria dei tifosi di calcio in generale, ma soprattutto per coloro i quali sono di fede bianconera e giallorossa. Juventus – Roma 3-2 sarà ricordata come la partita di Rocchi, come la partita dei tre rigori molto dubbi in 45 minuti (record, o poco ci manca), la partita del violino di Garcia, la partita delle dichiarazioni post gara e forse la partita non è ancora finita perché se ne parlerà per settimane, come tradizione pallonara vuole in Italia. Il risultato finale è stato indirizzato nel bene e nel male dall’arbitro con decisioni tutte molto discutibili, e non è stato in grado di tenere in pugno una partita che ha cambiato volto ed umore dopo il primo rigore fischiato alla Juventus al 28′ del primo tempo. Da quel momento in poi ammonizioni su ammonizioni, contro-rigore immediato per la Roma ed ancora un penalty fischiato ai padroni di casa a tempo di recupero scaduto da una manciata di secondi. Come si può notare, ci sono già abbastanza elementi esplosivi. Come se non bastasse, anche il decisivo gol di Bonucci al 41′ del secondo tempo è viziato da una posizione irregolare di Vidal (come ha ammesso lo stesso Allegri nel post gara) che non tocca il pallone ma ostruisce la visuale al portiere della Roma Skorupsky. “Forse è tempo di aiutare gli arbitri per cercare di capire i gol fantasma e i rigori. Siamo nel ventunesimo secolo e la moviola in campo ti dà la soluzione giusta per sapere se un fallo è fuori o dentro: la tecnologia ti aiuta, è semplice. Ma alla fine di tutti questi discorsi, abbiamo comunque perso”. Questo il discorso asciutto di Garcia che, nonostante l’amarezza per la sconfitta, può comunque contare su una Roma sempre più solida e di qualità, come ha già dimostrato nella trasferta di Champions a Manchester. Il campionato non è certamente finito ieri, la Juventus non ha ancora vinto lo scudetto e la Roma continua ad avere le carte in regola per lottare alla pari fino alla fine e provare a vincerlo. Garcia lo sa, ed a parte gli episodi che hanno condizionato la gara, è contento della prestazione della squadra. “Oggi ci sono stati tanti episodi, ma abbiamo perso anche un po’ per colpa nostra: in due occasioni non abbiamo segnato e siamo stati sconfitti a causa di tre calci piazzati. È un peccato che qui le aree siano di 17 metri, ma sono contento della mia squadra: abbiamo giocato con personalità. Potevamo fare meglio, però, non per quanto riguarda il risultato ma dal punto di vista del gioco. Nel secondo tempo abbiamo palleggiato meglio, ma nel primo non è stato abbastanza. È vero che questa sfida si basava molto sul piano fisico e dovevamo essere pronti su questo dettaglio. Abbiamo fatto abbastanza per vincere il match: penso soprattutto alle occasioni di Pjanic e Gervinho. Proprio per questo dico che potevamo fare di più. La Juventus ha fatto un pressing importante e abbiamo dimostrato dopo l’intervallo che con un po’ più di applicazione tecnica era possibile giocare meglio. Certo, che se il secondo loro gol non fosse arrivato nei minuti di recupero del primo tempo sarebbe stata una partita diversa”.

Un altro 3-2, ma certamente meno discusso e rocambolesco, è quello della Lazio che batte in casa il Sassuolo e ritrova continuità di risultati, la seconda vittoria consecutiva e soprattutto fiducia. Sugli scudi soprattutto il solito Candreva e Djordjevic, alla quarta rete in due partite. “Vittoria importante, volevamo dare continuità al risultato di Palermo, giocando con generosità ma non con molta lucidità perché abbiamo riaperto una partita che poteva essere chiusa prima – ha affermato Pioli nel dopo gara – Prova di grande cuore, intensità e ritmo, ci fa capire però che abbiamo ancora margini di miglioramento e spero che la sosta ci aiuti in questo senso. Dobbiamo essere lucidi nel giudicare questa prestazione, rinforzare gli aspetti positivi, ma migliorare le situazioni che ci hanno visto in difficoltà. Il nostro è un lavoro a 360 gradi, anche se perdiamo qualche uomo per la Nazionale la pausa arriva nel momento opportuno, anche perchè abbiamo giocato queste quattro partite con grande intensità fisica e mentale e credo che rifiatare ci può fare solo che bene. Dicevamo di Djordjevic che sta trovando continuità e soprattutto il gol, fondamentale per ogni attaccante, elogiato dallo stesso mister. “Può crescere ancora molto, ha ottime qualità e le caratteristiche giuste per noi, sa lottare e allungare la squadra e sa attaccare gli spazi. Certo ancora la conoscenza del calcio italiano non è completa, la lingua sta cominciando a capirla e a parlarla, col tempo può solo migliorare in questi aspetti con prestazioni migliori. Sta facendo bene, sta trovando il gol con facilità e sta lavorando molto bene per la squadra. Tra i nomi che si fanno credo più che altro somigli a Vieri.”

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Il Palermo invece naufraga ad Empoli e non si risolleva né di classifica né di morale. La squadra di Iachini perde con un netto 3-0 senza appello e Zamparini manda tutti in ritiro in Friuli. “Ci voleva un altro tipo di prestazione. Con Napoli e Lazio abbiamo giocato bene creando diverse occasioni. Non con l’Empoli, abbiamo fatto una brutta partita. I propositi erano positivi ma abbiamo preso gol subito. Ci voleva una prestazione diversa, non abbiamo raccolto prima quando meritavamo, e stavolta invece abbiamo fatto una gara da cancellare. Siamo tranquilli e convinti di poter far girare nel verso giusto questa ruota, perché la squadra ha fatto intravedere un ottimo calcio. Andiamo avanti, i tre punti in classifica sono pochi anche per quanto fatto in queste prime giornate di campionato”.

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