Lo accompagna Cosentino: “Lui scelta giusta. La squadra è completa, le cose andranno meglio”

di Gianluca Virgillito

MASCALUCIA (CT) – Conferma le aspettative la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico del Catania, Giuseppe Sannino, fresco di ingaggio in seguito all’allontanamento di Maurizio Pellegrino: lavoro, sacrificio, cattiveria agonistica, concretezza sono i suoi ingredienti per riportare a galla un gruppo che ormai da un anno si è smarrito, retrocedendo in Serie B prima e ritrovandosi ai bassifondi della stessa dopo le prime tre gare di questa stagione.

“Non sono qui per curare questo Catania – esordisce Sannino – sono qui per lavorare. La prima cosa che ci tengo a sottolineare è che deve restare nella mente dei giocatori quanto di buono fatto da Maurizio Pellegrino, un professionista serio. Purtroppo il calcio è questo, lo sappiamo. Paradossalmente, e dovete credermi, avrei preferito che il Catania avesse iniziato bene la stagione, anche se questo avrebbe voluto dire che io oggi non sarei stato qui. Oggi possiamo parlare anche tutto il giorno di questo Catania: di moduli, dei problemi, rispondo a tutto. Ma a parlare dovrà essere il prato verde.

Quando la società mi ha chiamato sono rimasto sorpreso. Sapevo che sulla piazza c’erano tanti tecnici liberi, e l’interessamento deciso nei miei confronti mi gratifica molto.

Non parlo di moduli, è ancora presto, direi delle cose sbagliate. L’idea è quella di non snaturare, piuttosto di lavorare dal punto di vista psicologico, far capire ai giocatori che abbiamo una responsabilità di fronte ad una bellissima città che è abituata a masticare calcio di Serie A.

Avere in rosa giocatori che hanno calcato per parecchio tempo i campi della massima serie può essere positivo, se però tutti si calano in questa nuova realtà. Siamo in Serie B, è un campionato atipico, particolare.

Preferisco far pensare ai miei che gli avversari sono tutti superiori a noi, perché noi solo sul campo possiamo dimostrare di poter essere migliori. Non a parole. In questi due giorni ho detto a tutti che in campo non vorrò undici nomi. Ma undici uomini. Voglio animali in campo. Sacrificio e lavoro gli unici ingredienti che conosco per far bene.

Ci sono pochi giorni in vista del Modena, speriamo al 95’ di aver vinto. Vincere aiuta a vincere, ma l’avversario è ostico.

Problemi di formazione? Non ci penso. Sono abituato a credere che i giocatori disponibili siano i migliori al mondo. Io devo lavorare con loro e per loro. Punto.

Mi sono fatto un’idea di quelli che possono essere i problemi e proveremo a risolverli. Non credo di essere un santo, voglio solo fare, lavorare e dare soddisfazioni.

Dobbiamo abbandonare il concetto di IO,  ed appropriarci di quello del NOI. Dobbiamo essere una squadra.

Il mio contratto? Lo dico tranquillamente: la società voleva propormi un contratto pluriennale, io ho chiesto un contratto di un anno. Preferisco così, confermare la fiducia sul campo. Se le cose andranno bene, non ci saranno problemi e sarà come un matrimonio, che durerà nel tempo.

Risalire non sarà una passeggiata, ma l’obiettivo è questo, dobbiamo remare tutti dalla stessa parte.

Essere al Catania dopo l’esperienza di Palermo? Ricordo ancora l’accoglienza del Massimino per il derby, una bella B esposta dai tifosi rossazzurri: non fu una bella giornata per noi. La rivalità tra le due tifoserie è naturale, anche sana, se sportiva. Ma noi siamo professionisti, quindi non devono esistere questi problemi, per il resto io non dimentico, e credo che neanche a Palermo mi abbiano dimenticato. Adesso sono qui, in questa bella città, e dobbiamo pensare solo a noi”.

Ad accompagnare in conferenza il neoallenatore c’era l’amministratore delegato rossazzurro Pablo Cosentino che si è soffermato a spiegare il momento rossazzurro e la scelta di cambiare allenatore.

“Io ringrazio di cuore Maurizio Pellegrino, che ha lavorato tantissimo per la causa del Catania. Lui ritornerà al settore giovanile, come responsabile. Non è un momento facile. Abbiamo voglia, ma sul campo le cose non girano, anche perché abbiamo paura. Abbiamo scelto Sannino, perché subito dopo avere visto la sua grinta ci è sembrato l’uomo giusto. Squadra incompleta? Assolutamente no! Problemi da un anno a questa parte? Nel calcio è anche una questione di fortuna e le cose non ci stanno girando bene. Ma noi stiamo provando a risolvere. Il gesto di Leto contro il Perugia? Non sarà multato, perché sono reazioni comprensibili. Nello staff tecnico non c’è più Irrera: abbiamo deciso così, è giusto che ogni allenatore porti con sé i suoi collaboratori”.

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