Paternò – Biancavilla. Sono 850 i dipendenti a rischio di licenziamento, operatori dei callcenter che smistano le chiamate per le prenotazioni della Sanità lombarda.

A lanciare l’allarme è il rappresentante del Sindacato Nazionale Autonomo (Snalv) Antonio Santanocito, e lo fa con un comunicato stampa.

Oggetto della disputa gli accordi e le strategie politiche che mettono a rischio 850 famiglie.

L’incubo del licenziamento non scaturisce da pettegolezzi infondati, ma viene alimentato dai responsabili dell’azienda “Lombardia call” che non forniscono chiarimento alcuno sulla sorte degli operatori.

Una situazione che non può essere addebitata alla crisi economica, bensì a scelte politiche legate al processo di ‘leghizzazione’ della Regione Lombardia. Sembrerebbe che il callcenter, voluto dal Senatore Ignazio La Russa, debba essere trasferito al nord e che, ancora una volta, le decisioni non si prendano nell’interesse del popolo, ma che sia il popolo a subirle, penalizzando ulteriormente un territorio, quello del sud, già duramente provato dalla disoccupazione.

Dopo 20 anni di impeccabile servizio gli operatori siciliani dovrebbero compiere un atto di generosità e cedere il posto ai disoccupati della Lombardia.

L’ansia del futuro cresce di giorno in giorno, Santanocito ha chiesto invano un incontro ufficiale con i responsabili dell’azienda, senza ricevere alcun riscontro, così come per l’intervento effettuato dal deputato Giovanni Bertone per un’interrogazione parlamentare alla Camera.

Situazione paradossale dunque per gli operatori telefonici che, da un lato  rispondono alle telefonate degli utenti, dall’altro vengono totalmente ignorati dall’azienda per cui lavorano.

Anna Agata Mazzeo

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