CATANIA – Dopo l’ultimo episodio di tentata rapina ai danni di una tabaccheria del centro storico, e precisamente in piazza municipio, il Presidente della Confcommercio di Caltagirone Rosario Bruno, il presidente provinciale della FIT (Federazione Nazionale Tabaccai) Francesco Lombardo ed il presidente dell’Associazione Antiracket ed Antiusura del Calatino Felice Trovato sottolineano la gravità della situazione di Caltagirone in merito alla sicurezza.

Già alla fine del 2014 Confcommercio ed Associazione Antiracket avevano lanciato l’allarme con una lettera al Prefetto di Catania nella quale evidenziavano “la crescente escalation di episodi criminosi e sulla diffusione di fenomeni di illegalità nella città di Caltagirone”

Nell’arco di questi due anni sottolineano i presidenti delle tre associazioni si sono verificati furti con sfondamento di vetrine di tabaccai e di esercizi commerciali, rapine, furti in case di campagna ed appartamenti, tutti episodi che confermano il chiaro segnale di una situazione allarmante.

La tentata rapina alla tabaccheria di piazza Municipio, vista la violenza espressa dai rapinatori che si sono accaniti contro il titolare procurandogli delle gravi lesioni, avrebbe potuto trasformarsi nell’ennesima tragedia anche perché nell’esercizio erano presenti diversi clienti.

Il presidente della Confcommercio Rosario Bruno sottolinea: “Da quando è presente il Cara di Mineo, il Commissariato di Caltagirone ha competenza investigativa sui non pochi episodi criminosi che si verificano all’interno della struttura, con un notevole incremento del carico di lavoro senza che ci sia stato un corrispondente incremento della dotazione organica del commissariato stesso”.

Infatti agenti e soldati inviati dal Ministero degli Interni hanno solo compiti di ordine pubblico all’interno del Centro di accoglienza, senza alcuna funzione investigativa che è demandata al locale commissariato.

Il presidente FIT Francesco Lombardo, esprime solidarietà al collega ferito e ribadisce “l’esigenza di un maggior controllo del territorio, così chiesto negli incontri istituzionali e nel confronto che dura già da 8 mesi perché con tutta la buona volontà nell’installare mezzi di difesa che possano servire da deterrente, niente è più efficace della presenza dello Stato, che dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini”.

Al presidente FIT provinciale fa eco il delegato FIT di Caltagirone Danilo Annaro il quale sottolinea: “Molti commercianti si sono dotati di strumenti per la sicurezza quali sistemi di allarme e videosorveglianza, dissuasori antiintrusione ecc, ma a questo impegno degli operatori deve corrispondere una maggior tutela da parte degli organi preposti alla sicurezza”.

Il presidente dell’Associazione Antiracket ribadisce la grave situazione di disagio sociale di Caltagirone accentuato anche dalla grave situazione economica in cui Caltagirone si è venuta a trovare dopo il dissesto ed in particolare con i tagli agli interventi in ambito sociale ed assistenziale.

Nei prossimi giorni i rappresentanti di Categoria incontreranno i rappresentanti delle forze dell’ordine per chiedere maggiore attenzione.

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