di Graziella Nicolosi

CALTAGIRONE – Per i prossimi due mesi, da domani al 20 novembre, la galleria “Tàrt Kapu” di Budapest, in Ungheria, ospiterà alcune opere calatine, provenienti dai musei civici “Luigi Sturzo” e dal Laboratorio d’arteterapia del modulo Dipartimento di salute mentale di Caltagirone

La mostra ungherese – intitolata “Arte irregolare”- vuole appunto offrire un quadro a livello europeo della corrente artistica inventata nel 1945 dal francese Jean Dubuffet, in quale indicò con il termine di “Art brut” le opere di non professionisti (in molti casi ospiti degli ospedali psichiatrici).

Quasi trent’anni dopo, fu il critico d’arte inglese Roger Cardinal a riprendere e ampliare quella definizione, aggiungendovi il termine “Outsider Art”, riferendosi più in generale ad espressioni d’arte irregolari e non convenzionali.

La galleria “Tàrt Kapu” di Budapest ha iniziato la sua attività nel 2004, all’interno dell’Istituto nazionale psichiatrico e neurologico ungherese, che fu costretto a chiudere nel 2007. La galleria ha riaperto lo scorso anno, e da allora ha ripreso le sue attività, avviando collaborazioni e gemellaggi con analoghe realtà estere.

Il calatino già da tempo è attento al mondo dell’Art Brut/Outsider, tanto che già dal 2008, all’interno del museo d’arte contemporanea (ex Ospedale delle Donne), si trova una specifica sezione dedicata a questa corrente artistica, creata da Domenico Amoroso. L’esposizione è interamente incentrata sulla Sicilia e si riferisce ad un periodo compreso fra la prima metà del XX secolo e i giorni nostri.

Meritano di essere segnalate anche le opere del Laboratorio d’Arteterapia del Modulo Dipartimento Salute Mentale di Caltagirone, che rappresentano un contributo interessante e per certi versi sorprendente per i loro risultati figurativi.

All’esposizione di Budapest, oltre alle opere provenienti da Caltagirone (tutte inedite), parteciperanno altre due gallerie italiane: l’Atelier di pittura Adriano e Michele di Milano e l’Atelier dell’Errore di Reggio Emilia.

Scrivi