di Salvo Reitano

I nuovi rischi sanitari e la necessità di tutelare i luoghi di cura dai tagli irresponsabili, l’inquinamento del territorio nel quale si segnalano discariche non autorizzate con materiali pericolosi e infine le minacce per la salute derivanti dalle sorgenti di onde elettromagnetiche.

CALTAGIRONE – L’altra sera faceva un caldo torrido dietro il chiuso delle persiane e io, distrattamente, stavo pensando all’Italia. Francamente non ho un’idea ben definita del posto in cui mi è dato, volentieri, di abitare.
Ho viaggiato in lungo e in largo regioni diverse, preso aerei, navi, treni, taxi, qualche volta cavalcando moto e biciclette, parlato con gente di ogni dialetto ed esperienza, dormito in alberghi a cinque stelle o all’addiaccio in remoti anfratti di roccia.
Ma non sono mai arrivato ad una conclusione perentoria, secca, definitiva: il Belpaese è tutto e il contrario di tutto, qualsiasi sintesi resta perigliosa, uno crede di aver trovato la chiave e invece ha solo conosciuto piccoli frammenti di un’insieme.
Succede così che in mezzo alla posta che affolla la mia cesella mail, finisco per imbattermi in un comunicato stampa che annuncia una petizione popolare contro il dramma ambientale che da anni si consuma nelle nostre terre, a volte nell’indifferenza delle istituzioni, che si traduce in una vera e propria sciagura umanitaria perché le morti per cancro e leucemia di tante persone, anche in giovanissima età, aumentano sempre di più, tra imbrogli e menzogne.Ecco, un pezzo di quel frammento a me sconosciuto.
Che faccio: lo passo così com’è o tento un approccio diverso su un argomento tanto importante per il quale occorre prendere consapevolezza, sollecitando il moltiplicarsi dei comitati di cittadini, gli appelli, le manifestazioni, le proteste, gli incontri con chi deve tutelare la salute pubblica e invece latita colpevolmente?
dscrcplrm_web--400x300Nessun dubbio, decido per la seconda opzione perchè oggi più che mai serve il controllo e presidio del territorio, massimo rigore contro i reati ambientali, inasprimento delle pene e allungamento dei tempi di prescrizione. Ma servono anche bonifiche urgentissime, tutela dei terreni , avvio di studi tossicologici per mostrare il nesso di causalità tra disastro ambientale e patologie.
Il testo della petizione  è stato illustrato dai portavoce del Comitato “Salute e Territorio”, Sabrina Bellino e Leone Venticinque, nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 14 agosto a Caltagirone presso il Villino Milazzo, alla quale ha partecipato anche il presidente del Comitato Cittadino “Mineo prima di tutto”, il dott. Giuseppe Mistretta.
Una petizione popolare sui temi della sicurezza dei cittadini. I nuovi rischi sanitari e la necessità di tutelare i luoghi di cura dai tagli irresponsabili, l’inquinamento del territorio nel quale si segnalano discariche non autorizzate con materiali pericolosi e infine le minacce per la salute derivanti dalle sorgenti di onde elettromagnetiche.
“Siamo qui – dicono Bellino e Venticinque – perché la gravità e pervasività di alcuni problemi sta riducendo la qualità della vita e mette in discussione le basi della convivenza tra le persone. Vogliamo raccogliere con lo strumento della petizione la voce di tutti quei cittadini che non accettano colpevoli silenzi e costanti prese in giro su argomenti fondamentali come la salute”.
Il testo della petizione fa subito riferimento alla prima e più incalzante emergenza : quella di tipo sanitario, a carattere epidemiologico e pandemico, che diffonde tra la gente comprensibili timori .
Il proseguimento dell’operazione Mare Nostrum apre scenari imprevedibili per il destino della Sicilia e dell’Italia intera. Occorre trovare le giuste modalità per conciliare istanze solidali e sicurezza per chi accoglie, tanto per il personale che opera in prima linea quanto per tutta la popolazione dei territori di approdo delle migrazioni.
Altra fonte di rischio per la salute e sicurezza alimentare i promotori della petizione la individuano nella gestione dei rifiuti.niscemi-muos-antenne
Lo stesso Comitato intende attivarsi con il supporto delle firme per capire quanto c’è di vero su una presunta “Terra dei Fuochi” in Sicilia, per la gestione incontrollata di discariche contenenti sostanze pericolose illegalmente smaltite, anche nel Calatino.
La terza, ma non meno importante, questione per la salute pubblica è l’inquinamento elettromagnetico. Ripetitori di telefonia mobile nei centri abitati, elettrodotti nelle campagne e, soprattutto, il Muos di Niscemi che devono essere regolamentati secondo i presupposti del principio di precauzione.
Purtroppo, ogni giorno si diffondono notizie inquietanti sulla pericolosità di certe scelte che mettono a serio rischio la salute dei cittadini con le istituzioni che continuano nel loro atteggiamento di assoluto silenzio.
I cittadini del Calatino – affermano i portavoce Bellino e Venticinque – non accettano di restare vittime passive, indifferenti e inerti in balia degli eventi. Con questa petizione chiediamo alle Autorità locali di governo, sanitarie, di prevenzione e intervento di fornire chiare e concrete risposte sulle fonti di rischio per la salute pubblica”.
“Ci sia chiarezza – proseguono – da parte delle Istituzioni pagate coi soldi dei cittadini e dall’informazione locale e nazionale perchè I nuovi rischi per la vita delle persone vanno affrontati con un sistema sanitario efficiente, che in nome dei diritti fondamentali degli esseri umani va difeso dai continui tagli economici indiscriminati. ”.
Attraverso lo strumento delle firme – concludono – il Comitato promotore si fa interprete di un mandato popolare nell’impegno finalizzato a raggiungere gli obiettivi di serie contromisure che siano di contrasto ai fenomeni più negativi che ci si pongono di fronte”.
Porterà i suoi frutti la petizione voluta dal Comitato “Salute e Territorio”? Non possiamo dirlo perché viviamo in un posto privo di caratteristiche evidenti, una sorta di smisurata arca in cui alloggiano per contiguità il lupo e l’agnello, il furbo affarista e il pensoso del bene altrui, il lestofante e anche il cittadino che serba la fierezza dei doveri.
Con la parte migliore dei cittadini abbiamo deciso di metterci in viaggio, perché li consideriamo i sognatori del meglio, i piccoli faticatori che non hanno peso, gli ostinati coltivatori di ideali, i facitori irriducibili di una giustizia tessuta a mano.
Se vogliamo ripulire questa terra dalle scorie con le quali è stata inquinata e dare un futuro di salute ai nostri figli è a loro che dobbiamo affidarci e con loro fare squadra.
C’è una voglia disperata di pulizia, di odor di bucato, di mani nette, di fatti plausibili, di apporti disinteressati, di rappresentanti delle istituzioni senza maschera, trasparenti come l’acqua che fu.
Qualcuno di noi a causa dell’inquinamento sta soffrendo e piangendo, non facciamoci sordi per non udirlo.

S.R

 

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