CALTAGIRONE – Il Consiglio comunale, nel coro dell’ultima seduta (lunedì 23 marzo), ha fatto registrare la presentazione della mozione di sfiducia al sindaco. Si tratta della seconda. La prima fu discussa il 30 giugno 2014, ma ebbe 17 sì a fronte dei 20 richiesti.

A presentare quest’ultima mozione sono stati 16 consiglieri, di diverso orientamento politico, che l’avevano anticipata nella conferenza stampa svoltasi poco prima nella sala “Vella” del palazzo municipale, durante la quale gli intervenuti – a cui si aggiungeranno, come annunciato dagli interessati, anche i tre componenti del gruppo consiliare di Forza Italia alla scadenza dell’ultimatum di 10 giorni da loro assegnato al sindaco -, avevano bocciato su tutto il fronte l’operato dell’Amministrazione, ritenendo inevitabile, “per il bene della città e nell’intento di porre fine alla sua agonia”, la chiusura dell’esperienza dell’attuale compagine e il ritorno alle urne. Gli oppositori avevano evidenziato “le gravissime defaillance amministrative, di cui la presentazione dell’ennesimo bilancio col voto contrario dei revisori, poi infatti bocciato, è l’ennesima riprova”, e “la manifesta incapacità del primo cittadino e di ciò che resta della sua squadra”.

Nella mozione si stigmatizzano “le gravi inadempienze della Giunta appurate dal ministro degli Interni, il blocco di ogni attività finanziaria, il grave disagio economico – sociale in cui versa la città, da addebitare in primo luogo all’assoluta carenza di iniziativa politico – programmatica del primo cittadino, e la circostanza che l’esecutivo non solo non ha più una maggioranza consiliare, ma non è in condizione, spesso, neppure di avere garantito il numero legale di 10 consiglieri previsto in seconda convocazione”.

La mozione è sottoscritta da: Santo “Andrea” Bizzini, Paolo Crispino, Luca De Caro, Luca Di Stefano, Sergio Domenica, Luigi Failla, Marco Failla, Michelangelo “Andrea” Lirosi, Gaetano Lo Nigro, Gemma Marino, Giovanni Modica, Franco Pace, Francesco “Mario” Polizzi, Salvatore Raccuglia, Fabio Roccuzzo e Alfredo Scozzarella.

L’assise ha poi approvato all’unanimità la mozione – prima firmataria Gemma Marino, ma sull’argomento sono intervenuti favorevolmente, oltre alla proponente, pure Sergio Domenica, Mario Marino. Luca De Caro e Roberto Gravina – con cui si intende impegnare l’Amministrazione “ad adottare, con assoluta determinazione e in concorso con gli altri Comuni del territorio e in costante interlocuzione con la Regione, ogni utile percorso per la stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni”, di cui, con particolare riferimento a quelli in servizio al Comune, si ribadisce l’indispensabilità.

“E’ solo un atto politico e strumentale, che non mira a fare gli interessi della città, ma obbedisce solo alla ricerca di poltrone da occupare e che peraltro proviene da consiglieri i quali, per buona parte, rappresentano le forze politiche che hanno determinato il dissesto del Comune, con debiti accertati da organi statali per oltre 52 milioni di euro”.

Il sindaco di Caltagirone Nicola Bonanno replica così alla seconda mozione di sfiducia presentata nei suoi confronti.

“Le argomentazioni addotte – afferma il primo cittadino – sono talmente generiche e comuni a tutte le municipalità italiane, che in questo modo, oggi, ottomila sindaci potrebbero subire un’identica mozione di sfiducia con le stesse motivazioni, riconducibili a una crisi nazionale senza precedenti. Chi propone la mozione sembra vivere nel mondo delle favole e non accorgersi di ciò che accade nel resto d’Italia, ritenendo più facile addossare le responsabilità sul sindaco.

Eppure, nonostante le innumerevoli difficoltà, abbiamo ridotto le spese correnti da 40 a 34 milioni di euro, mentre il Consiglio ha detto no al piano di razionalizzazione delle partecipate che avrebbe comportato un consistente risparmio per il Comune. In questi anni abbiamo tappato numerose falle

precedenti (per esempio, per la zona artigianale e per Palazzo Libertini) attingendo alle risorse dei bilanci attuali e, grazie a un lavoro oculato, da oltre un anno operiamo senza anticipazioni di cassa.

Non intendo farmi da parte – conclude il sindaco -, perché ho il dovere, nei confronti della comunità, di continuare per completare l’iter del bilancio bocciato dal Consiglio e dare corso alle iniziative che stanno già dando tangibili risultati con finanziamenti per svariati milioni e cantieri di prossima apertura”.

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