Dal consigliere camerale della Camera di Commercio di Catania, Fabio Micalizzi, riceviamo e pubblichiamo

CATANIA – Argomento piuttosto ostico quello dell’accorpamento delle Camere di Commercio. Nell’aria si fa sempre più insistente l’idea della fusione anche in Sicilia. Già alcune Camere approvano atti finalizzati all’unione.Schermata 2015-07-17 alle 18.12.39
Quello che diventa fondamentale in questa esposizione parziale dei fatti è “cui prodest” (a chi giova)……. La Sicilia regione a statuto speciale non contempla tale accorpamento.
I bilanci, altro punto dolente. Ovviamente ci saranno Camere di Commercio in attivo, altre in passivo o comunque certamente non paritarie. Pertanto in un eventuale accorpamento ci sarà chi si avvantaggerà azzerando il debito e chi perderà dovendo coprire chi non ha i conti in ordine, livellando verso il basso i servizi che la “mega camera” sarà chiamata ad erogare.  Un “merga ente” potenzialmente inutile, e soprattutto costoso.
Se si dovesse riconoscere, come già ipotizzato, l’inefficienza delle strutture Camera di Commercio sarebbe più logico sopprimere tali Enti, invece che fonderli in uno più grande e proporzionalmente più inefficiente.
Valutare i perché delle insistenze alla fusione, e capire chi se ne potrebbe avvantaggiare, è doveroso da parte della comunità e da parte degli organi competenti.

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